La poesia, i racconti e la filosofia di Luciano De Crescenzo e del suo celebre professor Bellavista vivono in scena nel nuovo spettacolo Così parlò Bellavista, firmato nell’adattamento teatrale da Geppy Gleijeses e Alessandro Siani.
In occasione del novantesimo compleanno del fortunato autore napoletano ed in ricordo di Riccardo Pazzaglia, coautore del celebre film dell’84, debutta a teatro un lavoro audace, ossia l’adattamento teatrale di un’opera considerabile come il manifesto culturale della napoletanità nel mondo. Una storia nata dalla penna di De Crescenzo, poi portata a cinema, nella quale veniva raccontata la poetica della città di Napoli, sempre in bilico tra una visione estremamente concreta della realtà e la ricerca di quel legame umano, di quello spirito di collettività di cui il napoletano si sente parte, che rende la città stesso un esempio filosofico lontano dai canoni tradizionali.

L’adattamento di Gleijeses e Siani ha il pregio di non essere mera copia del lavoro cinematografico, riuscendo a caratterizzare lo spettacolo attraverso scelte drammaturgiche talvolta ancor più comiche talaltra più riflessive del lavoro originale. Ne deriva uno spettacolo sapientemente calibrato, con una firma registica dello stesso Gleijeses che trasmette verve e ritmo alla messinscena.
Non è da meno la presenza di un cast d’eccezione, capitanato da Marisa Laurito e Benedetto Casillo, che insieme a Gleijeses compongono la terna di applauditi protagonisti dello spettacolo. Ma non sono da meno attori del nome di Nunzia Schiano, Salvatore Misticone, Vittorio Ciorcalo, Gianluca Ferrato e Stefano Sarcinelli. Ma la lunga lista di validi artisti non esaurisce il composito cast artistico che si arricchisce di artisti come Elisabetta Mirra, Gregorio De Paola, Agostino Pannone, Patrizia Capuano ed Ester Gatta. Insomma, un cast numeroso in cui la qualità non manca, tutti sapientemente diretti da Gleijeses, garanzia indiscussa del teatro napoletano.
Le scene di Roberto Crea sono un vero e proprio capolavoro strutturale, rievocando il celebre palazzo di via Foria, stabile nel quale si svolgono le vicende narrate. Attraverso una vera scalinata in scena e la gestione dello spazio scenico mediante numerose uscite laterali, lo spettacolo assume da subito un ritmo incredibilmente serrato, sorprendendo lo spettatore anche grazie alla presenza o della celebre 500 tappezzata di giornali, oppure ricreando la celebre scena del Banco Lotto con il racconto sgangherato delle due sorelle relativo all’incredibile sogno di bersaglieri a cavallo.
Lo spettacolo riesce a far sorridere ma riflettere al tempo stesso, a riassaporare il profumo di una Napoli che sembra lontana, ma che si ritrova ancora in un vicolo del centro storico, nelle bancarelle di qualche zona caratteristica di Napoli, o più semplicemente nella capacità umoristica – o filosofica, come noterebbe De Crescenzo – di concepire, pensare e vivere un’esistenza che fa dell’arte di arrangiarsi e della conflittualità (solo apparente) nelle abitudini e nel cibo con il Nord il suo stile di vita caratteristico ed ineguagliabile.
Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Diana fino al 6 gennaio 2019.
