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De Martino gioca con l’amore e il caso di Marivaux

Nella settimana tra il 2 e il 7 gennaio è andato in scena presso il TRAM una delle commedie più celebri di Pierre de Marivaux, Il Gioco dell’amore e del caso, per la regia di Mirko di Martino con in scena Antonio Buonanno, Antonella Liguoro, Tommaso Sabia,  Alessia Thomas e Gabriele Savarese.

Un testo frizzante e divertente, capolavoro della commedia francese in bilico tra la farsa e la commedia dell’arte, nonché spunto drammaturgico per l’impianto teatrale legato alla scrittura umoristica per come la si concepisce ai nostri giorni. Quattro pedine si muovono in scena in un intreccio di amore e di inganni, nel quale ognuno interpreta un ruolo che non gli corrisponde nella realtà. Un quinto elemento, il nobile Orgone, che tesse la trama di un gioco che si fa realtà allorquando le coppie veramente si innamorano, dubbiose se abbassare le maschere della menzogna o continuare a portare avanti la recita per paura di rompere l’incantesimo dell’amore.

Il Gioco dell’amore e del caso è una commedia fatta di intrecci amorosi che nella casualità incontrano una linea logica, che nell’assurdità del giocare a interpretare l’altro da sé ed entrare nel ruolo di un personaggio completamente differente da quello che si è, trova uno sviluppo drammaturgico imprevedibile e misterioso.

Di Martino crea uno spazio scenico essenziale sulla quale si muovono quattro giovani attori sorprendentemente esperti della padronanza scenica e della fisicità attoriale: rispettivamente Alessia Thomas e Gabriele Savarese nei panni dei servi improvvisati a buffi e rudi padroni e, viceversa, Antonella Liguoro e Tommasio Sabia nel ruolo di padroni nelle complicate vesti di servitori. I quattro giovani interpreti si muovono sapientemente sulla scena regalando ritmo allo spettacolo e creando una pièce in cui la commedia procede spedita fino alla fine in un crescendo di dialoghi, complicazioni, eventi e sorprese. Fondamentale però anche il ruolo di Buonanno, che nel ruolo di Orgone riesce a ricreare degli intermezzi nel quale mantiene sospeso il filo del racconto, attraverso il dialogo con il pubblico di chiara derivazione dalla commedia dell’arte.

Il Gioco dell’amore e del caso è uno spettacolo che procede spedito attraverso una trama ben definita ed una regia che riesce a regalare settanta minuti di commedia entusiasmante e ricca di colpi di scena. E’ una commedia aprezzata perché gli attori stessi giocano con i personaggi, in un mascheramento continuo che prevede una concezione metateatrale nella quale gli stessi personaggi interpretati da attori si mettono in gioco per interpretare qualcun altro. Ed è proprio in quel jouer francese, che significa giocare e recitare al tempo stesso, che ne viene fuori una commedia brillante, vivace e con una struttura registica di tutto rispetto. Il lavoro dimostra non solo l’eccellente ricerca di Di Martino nel suggerire lavori tanto interessanti e celebri quanto letti in una chiave decisamente nuova e notevole di considerazione, ma anche la capacità del regista di scoprire dei giovani talenti attoriali che giocano e si divertono in scena, grazie ad una miscela di passione e di tecnica che forgia interpreti capaci e promettenti in egual misura. A loro va l’augurio che quello stesso amore ed il caso tanto citati nella commedia di Marivaux possano portare ad un percorso artistico di continua crescita e di successi sempre maggiori.

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