Recensione realizzata per la testata giornalistica Saltinaria.it
Come sarebbe il mondo se venisse concepito in maniera totalmente diversa dalle nostre radicate convinzioni mentali? Cosa potrebbe succedere se ribaltassimo dogmi millenari, quasi atavici, riguardanti addirittura la figura di Dio e si venisse pubblicamente a scoprire che, pur nella sua spiritualità neutra, è incarnato nella figura di una donna?
È questo l’incipit di “Audizioni”, spettacolo che sin dal primo momento si presenta dissacrante e spiazzante, con una lunga passerella sulla quale sfila un dio in paillettes accompagnato da angeli, rigorosamente di sesso femminile, anche loro paillettati e con parrucche bianche. Un microfono con sopra un led luminoso, vagamente ricordante un’ostia, trionfa nel buio della scena. È questo per Cerciello l’avvio di uno spettacolo che vuole chiaramente apparire sui generis, portando in scena cinque attrici (Fabiana Fazio, Mariachiara Falcone, Ianua Coeli Linhart, Cecilia Lupoli e Sefora Russo) che vogliono delineare un ritratto irrequieto e umoristico, difficoltoso ma immensamente autoironico, del mondo declinato al femminile.
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