Recensioni

Quatt’ Manc’ Tre, Ionesco alla napoletana

Fino al 3 marzo sarà in scena al teatro Elicantropo lo spettacolo di Mauro De Simone Quatt’ Manc’ Tre, trasposizione in napoletano del testo La lezione di Ionesco, interpretato dallo stesso De Simone insieme a Alessio Sordillo e Alessandro Tedesco (che firma anche la regia), con le scene e i costumi a cura di Max Max.

Una lezione apparentemente come le altre, è quella a cui lo spettatore sembra assistere, pur se evidentemente insolita, in quanto il presunto maestro si spaccia per conoscitore onnisciente di qualunque materia, dall’aritmetica alla filologia, dal giapponese fino al neo spagnolo, lingua del tutto nuova di cui il maestro si erge a conoscitore di lunga durata.

Succede però che, di fronte alla reticenza del giovane studente di comprendere alcuni concetti basici della matematica, il maestro si indispone oltremodo, innescando un meccanismo di rabbia prima insolita, del tutto paradossale e comica, per poi sfociare in una violenza incontrollabile che svelerà l’aspetto drammatico della vicenda.

De Simone porta in scena un dramma comico molto fedele al testo originale di Ionesco, uno tra i massimi esponenti del teatro dell’assurdo. La regia di Tedesco imposta una recitazione macchiettista abbastanza in linea con l’evidente paradosso che si svolge sulla scena, con un buon ritmo interpretativo e una composizione scenica ben congegnata. I tre interpreti si muovono bene sulla scena, riuscendo a restituire quel senso di alienazione che un testo di teatro dell’assurdo necessariamente presuppone.

In sostanza, Quatt’ Manc’ Tre è un’ottima trasposizione in napoletano di un lavoro molto conosciuto e apprezzato di Ionesco, che fa però della sua drammaturgia napoletana e di quel colore partenopeo un tratto distintivo e di innovazione per questo spettacolo.

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