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Tito/Giulio Cesare, il Bardo nella rilettura contemporanea

Recensione realizzata per la testata giornalistica Saltinaria.it

L’audacia è forse una delle più nobili caratteristiche per un teatrante, specie se posto di fronte a un gigante da sfidare come Shakespeare. Perché il Bardo, nella sua drammaturgia e nell’impostazione dei personaggi come originariamente descritti, aveva già raccontato tutto dell’opera, riuscendo a regalare un caleidoscopio di sentimenti che poteva far reputare il capolavoro shakespeariano già di per sé completo.

Ciò che sorprende del progetto “Tito/Giulio Cesare”, è dunque la straordinaria capacità di regalare un’inedita quanto affascinante rilettura di due pietre miliari della letteratura di Shakespeare – grazie alla riscrittura e regia di Michele Santeramo e Gabriele Russo per il primo atto, e di Fabrizio Sinisi e Andrea De Rosa per il secondo -, fondendo in un corpus unico due testi complessi, particolarmente lunghi e intrinsecamente ricchi di aspetti da analizzare. Proprio qui risiede la sfida degli autori e registi dello spettacolo, nella riscrittura di una partitura scenica capace di raccontare le vicende di Tito o della morte di Giulio Cesare, riuscendo ad avere un ritmo narrativo coerente e giustificato nonostante i tagli che vengono evidentemente apportati al testo originale.

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