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L’improvviso teatrale di Sastri, i pensieri di una donna tra canto e poesia

Lina Sastri inaugura la quarantesima stagione di prosa del Teatro Diana di Napoli con Pensieri all’improvviso, spettacolo che sarà in scena nella storica sala vomerese fino a domenica 28 ottobre.

Quello che l’artista napoletana porta in palcoscenico è un personalissimo racconto fatto di musica e poesia, una storia sussurrata nel cuore della notte nella quale Sastri si racconta diluendo il tempo del “prima e del dopo” in una cantata che perde il proprio spazio temporale e scandendo, invece, il tempo dell’anima. Sette sono i momenti sui cui Lina Sastri sviluppa il suo racconto: dal prologo, dedicato al presente, passando per il suo passato, dalle ferite d’amore alle nostalgie d’amore, a Napoli, al mare e a Dio fino al suo saluto finale. Il lavoro, scritto ed ideato dalla stessa artista, riesce a tessere con stile e raffinatezza un racconto sempre in bilico tra il lirismo di un testo poetico e la delicatezza di una melodia, quasi sussurrata.

Pensieri all’improvviso è un viaggio in punta di piedi nel quale Lina Sastri ci invita a visitare il suo cuore, la sua anima che si racconta con discrezione allo spettatore. E per fare ciò, l’interprete si avvale anche dei contribuiti poetici di illustri personaggi, da Eduardo ad Alda Merini passando per Ortense, Serao e persino Giacomo Leopardi. In questo viaggio d’amore, la musica è l’elemento centrale, riuscendo la Sastri a raccontarsi attraverso una poesia che lentamente si fa melodia, si fa canzone vissuta e raccontata, per poi tornare a diventare viaggio nell’improvviso teatrale dei pensieri dell’artista. È un viaggio artistico delicato e assai complesso quello che la Sastri ci vuol raccontare, fatto con eleganza e con un senso del racconto che si riesce a comprendere solo lasciandosi trasportare dal suo tempo del racconto, che, come dice la stessa artista, non corrisponde a un prima e un dopo temporale definito, bensì a un tempo dell’anima.

Ad accompagnare l’artista napoletana in scena, il ballerino Raffaele de Martino, il pianoforte di Ciro Cascino, la chitarra di Maurizio Pica (anche curatore degli arrangiamenti) e Filippo D’Allio, il violino di Gennaro Desiderio, il contrabbasso di Luigi Sigillo e le percussioni e batteria di Salvatore Minale.

La scena, nella sua struttura curata ed elegante, grazie al dipinto e alla scultura del maestro Alessandro Kokocinski, restituisce quel senso di semplicità che riflette l’animo dell’artista, quel legame sentimentale che Sastri vuole raccontare attraverso la sua voce.

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