Sarà in scena fino a domenica 3 novembre al Teatro Augusteo “Che disastro di commedia!”, di Henry Lewis, Jonathan Sayer ed Henry Shields, con la traduzione di Enrico Luttmann, versione italiana di “The Play That Goes Wrong”, spettacolo che ha riscosso un notevole successo di pubblico nel Regno Unito al punto tale da rimanere in cartellone in maniera permanente nei teatri del West End londinese. I protagonisti dello spettacolo sono Stefania Autuori, Luca Basile, Viviana Colais, Valerio Di Benedetto, Alessandro Marverti, Yaser Mohamed, Igor Petrotto e Marco Zordan, con la regia di Mark Bell.
La trama è quella di una tipica commedia all’inglese: un delitto, un ispettore e un maniero nel quale si svolgono le indagini. Ma nella trasformazione metateatrale che assume la rappresentazione gli attori si trovano da subito alle prese con le prime difficoltà: eccoli ancora prima dell’inizio dello spettacolo aggirarsi tra il pubblico alla ricerca del cagnolino scomparso, necessario per la rappresentazione, o con il finto tecnico luci e suoni (anche lui attore dello spettacolo) nella disperata ricerca del suo CD dei Duran Duran, perso in sala poco prima della rappresentazione. Questa scapestrata quanto sfortunata compagnia amatoriale che viene portata sulla scena farà del suo meglio per mandare avanti lo spettacolo, cercando di dipanare la trama del giallo, che purtroppo per loro – ma per fortuna per gli spettatori – si rivela essere un inanellarsi di situazioni imbarazzanti. Tra attori che svengono in scena, scenografia che crolla proprio nei momenti clou, cambi di interprete improvvisi e malintesi tra i membri della compagnia, ecco che lo spettacolo si trasforma in una commedia di errori, dove i colpi di scena invece di essere quelli del testo giallo che cercano miserevolmente di rappresentare, sono invece gli errori di battute, le situazioni insolite o i crolli di scenografia a cui deve far fronte il gruppo di attori.
Mark Bell mette in scena una commedia frizzante e con un ritmo molto serrato, facendo divertire lo spettatore di tutte le età desideroso di vedere un tipo di ironia proprio del teatro inglese, nel quale l’elemento tipicamente giallista ben si fonde con la commedia degli equivoci e la doppia personalità teatrale che assumono gli attori. Essi da un lato sono attori, “costretti” a portare avanti una rappresentazione che fa acqua da tutte le parti, dall’altra recitano i panni di membri della compagnia amatoriale che litigano tra loro, in continua sfida per aggiudicarsi il ruolo da protagonista della commedia.
Gli attori portano in scena con maestria un testo in cui si ride di gusto per quasi due ore di rappresentazione, riuscendo a mantenere un ritmo altissimo grazie alla loro messa in scena di errori solo all’apparenza casuali, ma che nella realtà attoriale dimostrano l’attenzione e la bravura nel sostenere un testo di complessa fattura ed esecuzione.
“Che disastro di commedia!” è uno spettacolo altamente consigliato, perché proprio di una tradizione comica di matrice anglosassone assai rara da trovare nei palinsesti dei teatri italiani. Un plauso quindi agli attori in scena, al regista Bell e al Teatro Augusteo per aver avuto la brillante intuizione di portare in Italia un’ironia British dal tratto distintivo unico, elegante e raffinato nella sala napoletana.
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