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Che Natale è senza cantata

Da mercoledì 18 a domenica 29 dicembre torna in scena al Teatro Politeama di Napoli La Cantata dei Pastori – Una luce nella notte di e con Peppe Barra, liberamente ispirata all’opera teatrale sacra di Andrea Perrucci.

La Cantata dei Pastori di Peppe Barra è la tradizione del Natale napoletano, uno spettacolo che ogni anno si presenta al pubblico in tutta la bellezza di un testo gesuitico con secoli di storia, ma capace di essere incredibilmente emozionante di anno in anno, regalando al pubblico un capolavoro di musica e teatro che non ha età. Quella di Barra è una trasposizione che riesce a miscelare con maestria un linguaggio arcadico e colto, con il dialetto ed i lazzi scurrili della commedia classica napoletana, grazie alla prosa ed alle musiche di un testo che riesce ad essere sacro e pagano al tempo stesso.

Se da un lato abbiamo infatti il tradizionale racconto della natività, con Giuseppe e Maria costretti a viaggiare per far nascere Gesù, la narrativa del testo alterna le scene della natività sacra con le comiche vicende degli sfortunati Razzullo (Peppe Barra) e Sarchiapone (ruolo maschile brillantemente intrepretato da Rosalia Porcaro), che casualmente si incontrano proprio nella terra di Palestina e decidono di viaggiare insieme e di aiutarsi a vicenda a causa delle comuni radici partenopee. Il primo scrivano, chiamato a Betlemme per svolgere un censimento, il secondo reo di aver inconsapevolmente commesso due omicidi nella terra natia, entrambi vagano in un territorio a loro ignoto, nella miseria delle loro vite, trovandosi i loro destini ad incontrarsi fortuitamente proprio con quelli della Sacra Famiglia. È qui che arrivano gli altri personaggi della rappresentazione,Patrizio Trampetti (Cidonio/Diavolo Oste), Maria Letizia Gorga (Zingara/Gabriello), Francesco Iaia (Demonio), Enrico Vicinanza (Ruscellio), Francesco Viglietti (Armenzio), Chiara Di Girolamo (Maria Vergine), Andrea Carotenuto (Giuseppe), Ciro Di Matteo (Diavolo mangiafuoco) e Giuseppe De Rosa (Benino). 

Le musiche sono del M° Carmelo Columbro, la “Canzone di Razzullo” è del M° Roberto De Simone, con l’orchestra diretta dal M° Giorgio Mellone. 

Le mirabili scene, sempre cangianti e curate in ogni singolo dettaglio, sono di Tonino di Ronza, i costumi di Annalisa Giacci, e le coreografie di Erminia Sticchi.

La Cantata è un testo emozionante, capace di commuovere nella semplicità di una narrazione ben nota a tutti, ma altrettanto in grado di suscitare l’ilarità dello spettatore grazie ai momenti comici che Barra riesce ad inserire all’interno della rappresentazione. È così che nasce un testo che unisce il profano al sacro, che conferisce sacralità al racconto della Natività proprio grazie all’esistenza del pagano, del racconto popolare in cui l’evento va a collocarsi. E ciò avviene proprio perché nella città di Napoli le linee di demarcazione tra i due elementi sono confuse tra loro, miscelate in un’antica tradizione che vive la religiosità nella sua natura più popolare, più verace che mai. Non è infatti casuale che la Cantata vada a collocare la natività nella tipica tradizione presepiale napoletana, fatta di pescatori, pastori e pescivendoli, scrivani, bottegai e osti che gli artigiani presepiali napoletani ambientano in una tipica atmosfera settecentesca. 

La Cantata dei Pastori – Una luce nella notte è uno spettacolo che ogni napoletano, o appassionato di cultura e di arte napoletana, dovrebbe vedere almeno una volta nella vita. Con la certezza che, una volta essere andato a vederlo, porterà nel cuore questo spettacolo e che tornerà ad applaudirlo ad ogni Natale.

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