È una rilettura ardita, quella di Valter Malosti e di Fabrizio Sinisi, del Misantropo di Molière – dopo il già fortunato debutto nelle recenti stagioni teatrali con La scuola delle Mogli – che stavolta porta in scena uno dei testi più ambigui e complessi del drammaturgo francese, declinato in un’inedita chiave contemporanea.
Molière/ Il misantropo è la rilettura di un capolavoro drammaturgico che intende sfidare le convinzioni radicate in una società che agli occhi del protagonista Alceste sembra distorta e incomprensibile, posto quest’ultimo di fronte alla tentazione di modificare il mondo per plasmare una società più giusta e più onesta di fronte alle ipocrisie dominanti che regolano i rapporti sociali tra gli uomini, fino a dichiarare alla fine la propria sconfitta sociale. Alceste, nel suo tentativo di arginare la falsità e la menzogna umana, diviene lui stesso emarginato dalla società, espulso da quel sottile quanto fragile equilibrio sociale che non riesce a tollerare il suo modo di vedere le cose in modo così schietto. Ecco che quindi Il Misantropo, nella rilettura di Sinisi e Malosti, il quale firma anche la regia dello spettacolo, acquisisce tratti animaleschi fino a diventare un primate, una scimmia frutto del suo tentativo di ripristino di una società equa e realmente solidale. È a questo punto che l’evoluzione regredisce, condannando il soggetto stesso che cerca di scardinare gli equilibri precostituiti e le menzogne su cui si fondano i rapporti personali a una vita solitaria, da reietto di un’umanità che non riesce a digerire l’onestà di pensiero di Alceste.
In scena con Valter Malosti, che nello spettacolo interpreta il protagonista Alceste, Anna Della Rosa è Célimène, Sara Bertelà Arsinoè, Edoardo Ribatto Oronte, Roberta Lanave Eliante, Paolo Giangrasso Filinto, Matteo Baiardi Clitandro, Marcello Spinetta Acaste. Le scena sono di Gregorio Zurla, le luci di Francesco Dell’Elba.
Molière/ Il misantropo è uno spettacolo che rende omaggio a Molière esaltando la natura conflittuale tra l’uomo e la donna, tra la società e l’individuo che tenta di cambiarla, tra il cosmo, con le sue ataviche convinzioni sociali ed il soggetto che cerca di scardinarle.
Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Sannazaro fino a domenica 23 febbraio.
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