Interviste

“Raccontiamo Tourette, con coraggio ed emozionando il pubblico. Con la speranza di portare il nostro spettacolo a Napoli”. Parla Noemi Giulia Fabiano, autrice e regista di Lady Tourette

Il teatro è così infinitamente affascinante perché è così casuale. E’ come la vita“, così diceva Arthur Miller, raccontando il complesso meccanismo che si innesca tra finzione e realtà, nel racconto della vita reale che a teatro diventa una comunicazione a sè stante, un universo che affonda le sue radici nel vero ma al contempo ne trascende la sua quotidiana banalità per diventare nuova materia artistica.

Il lavoro di traslazione della realtà in uno spettacolo teatrale è poi una fatica ulteriore, poiché implica non solo uno studio attento di quella (solo apparente) quotidianità per trasformarsi in realtà scenica, ma una valorizzazione artistica di quella storia, un adattamento teatrale che dia significato e valore a ciò che si decide di portare in scena.

La Compagnia Bisluck ha avuto il coraggio di avviare questo complesso percorso di racconto scenico portando a teatro lo spettacolo Lady Tourette, in collaborazione con l’Associazione Italiana Sindrome di Tourette (AIST) e la GiuliArt. Lo spettacolo racconta con leggerezza la quotidianità di un ragazzo tourettiano alle prese con Lady Tourette, con la quale il personaggio dovrà confrontarsi durante la sua vita. Oltre all’intelligenza con cui un tema così complesso – e così poco conosciuto – viene portato in scena, lo spettacolo ha una storia assai particolare: nasce infatti da una campagna di crowfunding lanciata sulla piattaforma Eppela nell’ambito dell’iniziativa MSD Crowdcaring.
Bisluck, con coraggio e successo, assieme al supporto dell’AIST, ha raccolto più di 12.000 euro con l’obiettivo di portare in tour per l’Italia lo spettacolo Lady Tourette. Lo spettacolo, scritto e diretto da Noemi Giulia Fabiano, vede in scena Andrea Grattagliano, Chiara Esposito, Carolina Franco, Svetlana Giacchetti e Rosaria Visone.

Di fronte all’interesse per questo lavoro, sia per il contenuto che per il suo coraggioso modo di immaginare in scena lo spettacolo, intervisto Noemi Giulia Fabiano, che scrive e dirige Lady Tourette e mi racconta del processo con cui questo è nato.

Noemi, come nasce la vostra associazione Bisluck? Da chi è composta ?

BisLuck nasce dalla duplice necessità (quindi da qui il bis: mia e di Flavio Visone) di importare l’esperienza maturata in ambito teatrale e organizzativo in un progetto artistico nostro. Tuttavia BisLuck si compone di tante anime: Chiara, Rosaria, Carolina, Sveda, Andrea, Serenella, Giulia, quindi: danzatori, cantanti, coreografi, musicisti, light designer, attori, progettisti, videomaker: una squadra eterogenea e creativa che abbraccia i progetti con slancio e senza risparmiarsi. Come BisLuck abbiamo affrontato l’elaborazione di spettacoli che avessero un respiro, e una vita, più ampi! E così è stato,ad esempio, con Error404, spettacolo di mimo vincitore del festival delle residenze di Rieti e così è stato per Lady Tourette, il nostro progetto più ampio e complesso!

Attraverso questo progetto siete arrivati a Lady Tourette. Qual è l’iter che ha condotto a questo lavoro?
Ci siamo lanciati! Nel 2017 debuttava a Napoli il mio inedito “Mozart, Cacofonia in Do maggiore”, uno spettacolo sardonico e irriverente di teatro danza in cui la sindrome di Tourette, di cui era affetto Mozart, raccontava la storia del suo “umano” . Mi incuriosiva questa sindrome tanto ingombrante quanto geniale, così decisì insieme a Flavio e al cast di non esaurire l’esperienza nelle solite “tre repliche e via”, ma volevamo di più. Così presentammo lo spettacolo all’Aist (Associazione Italiana Sindrome di Tourette) che vide lo spettacolo, ma lo trovò troppo amaro, così decise di rilanciare: facciamone un altro insieme.
A noi non restò che accettare la sfida. Non avevamo una data, non avevamo un teatro, ma ci mettemmo sotto per creare uno spettacolo accurato scientificamente e corredato di spunti reali emersi da un’indagine sociale  condotta personalmente da me a famiglie e tourettici del nord Italia (l’Aist opera al nord, mentre al sud la Tourette è poco [ri]conosciuta). Tuttavia non potevamo rinunciare alla nostra poetica, alla linea umoristica dei nostri lavori, vivace, colma di teatro danza e che potesse risultare, infine, empatica. Così dopo 8 mesi di gestazione realizzammo Lady Tourette e  debuttammo il 18 maggio 2019 al teatro Verdi di Milano, di fronte ad un pubblico completamente nuovo e fu …incredibile.

 
Dove avete girato in tournèe? Come ha reagito il pubblico al vostro spettacolo?
Per noi è stato interessante osservare gli umori e le reazioni delle varie città toccate.
Siamo stati a Torino, al teatro Stabile, ed avevamo di fronte un pubblico molto silenzioso, ma straordinariamente emozionato.
Poi è stata la volta del Teatro del Popolo (Gallarate) e del Camploy (Verona) in cui sembrava che il pubblico fosse sotto una sorta di incantesimo: attentissimo a non perdere una virgola, col fiato sospeso fino alla fine, mentre al Teatro Binario 7 (Monza), Al teatro Massimo (Cagliari) e al tearo L’istrione (Catania) è stato un tripudio di emozioni e divertimento. C’era chi appuntava su un quaderno frasi dello spettacolo. Chi ripostava su instagram le frasi che lo avevano colpito. Addirittura abbiamo ricevuto video di bambini tourettici che a casa “giocavano a fare il nostro spettacolo”, riformulandone le scene. Abbiamo ricevuto complimenti sentiti da assessori, sindaci, esponenti di spicco del mondo della medicina, come il Dr.Mauro Porta, ma anche da mamme, ragazzi, bambini e tourettici che, in lacrime a fine spettacolo ci hanno abbracciato dicendoci: questa storia parla di me. È incredibile, noi eravamo dei perfetti sconosciuti per loro, ma eravamo legati, vicinissimi.
Il teatro per me è un luogo di incontro e durante il tour si è sempre, costantemente, verificato questo tipo di scambio.


Noemi, e adesso? Quali sono i progetti futuri di Bisluck di fronte ad uno scenario artistico così incerto?

Non tutti i mali vengono per nuocere: stiamo approfittando di questo periodo per approfondire ulteriori ambiti che per il nostro settore sono fondamentali, perché desideriamo portare avanti progetti di formazione non formale, e sviluppare (più in là) eventi culturali di respiro internazionale nella nostra città, come già avevamo fatto con ComeDì, il festival internazionale della Commedia dell’arte, che all’epoca facemmo in seno ad un’altra associazione. Inoltre abbiamo in programma delle novità nell’ambito formativo che porteranno benefici alle giovani generazioni di questa città. Siamo in attesa di ricevere l’esito dei finanziamenti richiesti. Incrociamo le dita!

E per quanto riguarda Lady Tourette?

Tanto per cominciare vorremmo portarlo a Napoli, e mentirei se ti dicessi che non ci stiamo provando già da parecchio tempo. Lady Tourette ha 5 interpreti e necessita di un palco ampio e di un disegno luci specifico, è un progetto completamente nuovo rispetto alle logiche che muovono tanti spettacoli in città, eppure facciamo fatica solo a ricevere un appuntamento perché … beh, perché? Sono risentita dell’atteggiamento scostante che si respira in città, se non altro perché si è molto restii all’incontro e al confronto. Abbiamo raccolto pubblico, consensi e divertimento in sette città d’Italia, ricevendo complimenti e incoraggiamenti mentre nella nostra Napoli sembra esserci una chiusura decisamente antitetica allo spirito accogliente che dovrebbe contraddistinguere la nostra cultura.
Ma noi non molliamo.
Desideriamo inoltre portare Lady Tourette fuori dai confini della penisola e immaginare occasioni di scambio sempre più stimolanti. Lo faremo, stiamo costruendo i presupposti per farlo e non ci fermeremo lì.

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