Il 17 e 18 luglio, il Teatro Tram ha organizzato a Casa Tolentino (nei pressi del Corso Vittorio Emanuele di Napoli) il secondo incontro della rassegna “Storie al verde”, a cura del direttore artistico del teatro Mirko di Martino. Titolo provocatorio, volendo con ciò alludere sia all’ambientazione naturalistica delle rappresentazioni, sia alla condizione economica dei lavoratori dello spettacolo, costretti più che mai di questi tempi a immaginare nuove forme dello spettacolo dal vivo per attrarre un pubblico da troppo tempo ormai lontano dalle scene italiane.
Ecco che allora, durante l’intero mese di luglio, il Tram ha organizzato tre fine settimana di spettacoli all’aperto in alcuni giardini del centro storico di Napoli. Dopo il debutto con “Vino Stories” del 10 e 11 luglio, la rassegna ha portato in scena nella settimana appena conclusasi lo spettacolo “Indomite (Ind’o mit’)” per poi chiudere la sua programmazione il 27 e 28 luglio all’Orto Botanico di Napoli con “Controvento”.
“Indomite”, con l’aggiunta del titolo napoletano “Int’o mit'” è una collezione di quattro monologhi dedicati a figure mitologiche femminili che, spogliate della costruzione eroica che la letteratura mitologica le ha conferito, vengono contestualizzate in una realtà contemporanea. In questa rilettura mitologica a cura delle autrici Maria Laura Amendola, Rosa Pascale, Marina Salvetti e Silvana Totàro, le protagoniste (Euridice, Medusa, Persefone e Le Parche) si trovano ad essere eroine di una Napoli contemporanea, nella quale ad esempio le Moire sono operatrici tessili che lavorano a nero e costrette ad accettare i soprusi e le violenze dei proprietari, o Medusa si vede essere brutalmente licenziata all’interno dell’azienda Perseo Spa, a causa del suo colore della pelle e del pregiudizio razziale che la vede messa ai margini nonostante le sue doti imprenditoriali.

Nella commistione tra mito e realtà, queste donne non rappresentano il segnale di cedimento di fronte al sopruso maschile, anzi: le figure femminili portate in scena intendono significare il desiderio di un riscatto sociale, di un ribaltamento del pensiero convenzionale che proprio partendo dall’amara realtà dei nostri giorni cerca di mitizzare queste donne per il loro coraggio. Prevale in questo modo il loro potente desiderio di sopravvivenza, di immaginare una realtà che possa essere migliore rispetto alla triste quotidianità a cui sembrano condannate. Nel loro dialogo con il pubblico, queste figure raccontano del loro coraggio di mettere in discussione le convenzioni sociali; della capacità eroica, appunto, di scardinare le catene che le vorrebbero costrette a soggiacere a uomini prepotenti e desiderosi di fare di loro l’oggetto di un proprio desiderio o di un tornaconto personale.

Le quattro interpreti dei monologhi proposti sono Titti Nuzzolese, Germana Di Marino, Angela Bertamino e Dolores Gianoli, per la regia di Angela Rosa D’Auria. “Indomite” è uno spettacolo che riesce sapientemente a miscelare mito e vita vissuta, donna trascendentale e umana in una dicotomia fatta di contrasti sociali ma di affinità caratteriali. In questo viaggio ind’o mit’, la narrativa mitologica riesce ad essere fedele alle caratteristiche storiche dei personaggi rappresentati pur riuscendo a conferire loro una caratterizzazione capace di valorizzare e dare una nuova chiave rappresentativa all’eroina mitologica interpretata.

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