C’è, sicuramente, tra i lettori o gli assidui frequentatori dei teatri italiani chi, per caso o intenzionalmente, abbia già conosciuto questa compagnia sgangherata ma applauditissima che gira i palcoscenici sotto il nome di Carrozzeria Orfeo. Cous Cous Klan e Animali da bar sono le due più recenti creazioni pre-pandemiche, che già avevano suscitato un forte interesse di critica e pubblico nei loro confronti. Nel 2022, Carrozzeria Orfeo torna in scena con un nuovo testo, Miracoli Metropolitani, scritto da Gabriele Di Luca e diretto dallo stesso Di Luca insieme a Massimiliano Setti e Alessandro Tedeschi, che vede in scena Elsa Bossi (Patty), Ambra Chiarello (Hope), Federico Gatti (Igor), Aleph Viola (Mosquito/Mohamed), Beatrice Schiros (Clara), Massimiliano Setti (Cesare), Federico Vanni (Plinio) e con, da remoto, Barbara Ronchi per la voce della moglie di Cesare.
Il testo, apparentemente distopico, colloca le vicende in una realtà politica in cui la popolazione è costretta a rimanere reclusa nelle proprie abitazioni a causa della presenza di rifiuti tossici e di ogni altro genere di spazzatura che si riversa dalle fogne per la strada. Non tanto distopico, allora, ricordando i vicini tempi della reclusione domestica da virus, nonché la necessità di far ricorso alle consegne di cibo a domicilio. Infatti, proprio in una vecchia carrozzeria abbandonata, l’ex stella Michelin Plinio, è costretto a cucinare cibo precotto importato dalla Cina che soddisfa i “complicati” palati dei celiaci, facendo fruttare lauti guadagni all’attività gestita dalla moglie Clara, ex lavapiatti e ora imprenditrice rampante di una brigata da cucina composta inoltre da un figlio con ascessi d’ira incontrollati, un’immigrata etiope, un “aspirante” suicida, un detenuto in libertà vigilata e la madre di Plinio, ex brigatista tornata in Italia con l’obiettivo di contrastare la ventata neo-fascista che definisce il contesto politico della drammaturgia.
Nell’accezione politica di odio e di violenza, a cui si aggiunge l’oppressione del quotidiano dettata dalla reclusione in casa, i protagonisti del testo vivono fianco a fianco in uno spazio tanto angusto quanto capace di ascoltare i vissuti dei singoli personaggi che lo abitano. Nelle storie che raccontano, si evince una tensione costante tra la natura evidentemente tragica dei loro trascorsi e la pulsione verso la sdrammatizzazione, attraverso un sarcasmo capace capace di suscitare quella risata mista ad amarezza, tipico di un umorismo che consente ai personaggi di manifestarsi in scena nella propria essenza più pura. Questo piano narrativo viene mantenuto per la quasi totalità del testo, con una compagnia in grado di trascinare due ore e mezza di racconto attraverso un ritmo serrato, un’interpretazione in cui tutti gli attori partecipano, con esito positivo e grazie ad una regia attentamente costruita, all’esecuzione di una messinscena magnetica e ricca di colpi di scena. Tuttavia, questo ritmo tragicomico è sconvolto da un finale sorprendente: non è questo il luogo opportuno per descriverlo, ma la sensazione è quella di un’emozione improvvisa, un insieme di dialoghi, scene, voci e presenze in palcoscenico che fa commuovere lo spettatore. Carrozzeria Orfeo riesce a toccare delle corde del cuore particolari, e lo fa egregiamente se si pensa alla natura politica del testo, che non farebbe immediatamente pensare a una declinazione sentimentalista del lavoro e per questo motivo ancor più sorprendente per chi li osserva.
Miracoli Metropolitani è un prodotto teatrale egregiamente portato a teatro e diretto, con particolare apprezzamento, dal trio Di Luca-Setti-Tedeschi. Sugli attori in scena, c’è poco da aggiungere: Carrozzeria Orfeo è una garanzia di interpreti dotati di un livello artistico così elevato e omogeneo tra tutti i membri del cast, da trovare difficoltà nel riscontrare dei primati recitativi o dei plausi specifici: la qualità dei singoli è troppo elevata per arrischiarsi in complimenti che risulterebbero, d’altro canto, superflui. L’ultimo appunto degno di nota è dunque, il locus standi di questa meraviglia teatrale: per quanto riguarda Napoli, Miracoli Metropolitani sarà in scena al Teatro Bellini di Napoli fino al 13 marzo. E andarli a vedere, a parer di chi scrive, sembra essere un atto dovuto nei confronti di questo teatro e degli spettacoli a cui assistere nella stagione teatrale in corso.
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