Recensioni

Maurizio Casagrande al Teatro Acacia con “A tu per tre”

Sarà in scena dal 17 al 20 marzo il nuovo spettacolo scritto diretto e interpretato da Maurizio Casagrande A tu per tre, che vede l’attore napoletano in palcoscenico con Ania Cecilia e Claudia Vietri. Due ore di spettacolo in cui Casagrande costruisce un racconto tra poesia e musica, tra aneddoti umoristici della sua carriera ed elementi di vita personale. In A tu per tre, l’attore decide dunque di tornare in scena attraverso un dialogo franco con il suo pubblico, mediante l’utilizzo di un elemento caratterizzante della sua personalità attoriale: l’autoironia. Infatti, egli specifica come la sua carriera da attore e interprete comico sia stata contrassegnata da un atteggiamento scanzonato, un piacere puro nel fare questo mestiere, prendendo le distanze dalle prese di posizione di altri colleghi più anziani che sostenevano come la figura dell’interprete teatrale dovesse necessariamente collegarsi all’idea di sofferenza. Da qui nasce l’idea di intrattenere il pubblico attraverso la spontaneità di un Casagrande che si mostra esattamente per come è nella vita reale, un attore apprezzato ma con un quotidiano fatto di vicissitudini che appartengono ad un vissuto che l’attore vuole raccontare con ironia attraverso questo spettacolo.

A tu per tre non è un revival, è un percorso in cui racconto cose della mia vita attraverso il linguaggio di uno spettacolo teatrale”, racconta Casagrande. Questo lavoro nasce quindi sia dalla compresenza in palcoscenico dell’attore con la cantante Ania Cecilia e dalla pianista Claudia Vietri, sia dalla volontà di fondere i tre diversi stili artistici: il canto, la musica e l’interpretazione. “Trovo che mettersi a nudo è il mestiere dell’artista. Io penso che ci sia un modo solo per presentarsi al pubblico: senza sovrastrutture o i vezzi delle grandezze. A tu per tre nasce esattamente da questa idea”. E Casagrande ci riesce, regalando al pubblico risate, musica, racconti e sorrisi che il pubblico di Napoli dimostra di apprezzare alla fine della rappresentazione.

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