Ormai quasi due anni fa, nella calda estate del 2020, intervistavo l’attrice e regista Noemi Giulia Fabiano che mi raccontava della genesi dello spettacolo da lei scritto, Lady Tourette. Per portarlo in scena, è stato necessario un certo spirito imprenditoriale, attraverso una campagna di crowfunding lanciata dalla compagnia Bisluck e il sostegno della Associazione Italiana Sindrome di Tourette (AIST).
Dopo tanto (troppo!) tempo, mi appresto a vedere la rappresentazione napoletana di questo spettacolo, al Teatro Bolivar di Napoli l’8 aprile 2022. In scena, ci sono Andrea Grattagliano, Chiara Esposito, Carolina Franco, Svetlana Giacchetti e Maria Rosaria Visone, che costituiscono il quintetto scenico dello spettacolo Lady Tourette. Il protagonista dello spettacolo è Mike, un adolescente come tanti appassionato di pianoforte e con un’indole creativa smisurata. Compone, scrive, si esprime con la musica e vede nel pianoforte il suo strumento di espressione. Ma l’indole artistica porta anche a divagazioni mentali, alla creazione di storie fuori da qualsiasi partitura, come quando Mike si innamora di una ragazza ma la realtà sembra di lunga distante da ciò che Mike si costruisce nella sua testa. Le cose si complicano quando Mike si accorge di vedere il mondo come un’entità distante, talvolta incomprensibile, odiando la sua stessa personalità o i suoi modi di fare “fuori dal coro”.
Da qui l’intuizione, che altro non potrebbe definirsi se non geniale, di costruire un testo che si avvale delle quattro figure femminili che rappresentano alcuni dei tratti caratterizzanti della sua persona, affetta dalla sindrome di Tourette. Come emerge dalla rappresentazione, le diverse connotazioni caratteriali di Mike costituiscono elemento di unicità, tratto caratterizzante del suo modo di essere con cui scendere a compromessi e attraverso cui decifrare la propria personalità in fase di costruzione. Noemi Giulia Fabiano racconta una sindrome di cui si conosce tanto, ma si parla poco. Specie se consideriamo che l’1% della popolazione italiana è affetta da questa sindrome, e di come sia erroneamente non diagnosticata in alcune persone, emerge il costrutto sociale di una patologia che deve fare i conti col pregiudizio, l’ignoranza, talvolta la discriminazione. Come risolvere dunque questa annosa questione della poca conoscenza circa la sindrome di Tourette? Certamente con l’informazione, più precisamente attraverso uno spettacolo che inscena con ironia e sapiente costruzione registica la vita di un tourettiano, sempre in bilico tra il genio e la sregolatezza.

Il risultato di Lady Tourette è quello di una rappresentazione intelligente, garbata e con un certo stile artistico nella narrazione di un tema assai complesso. Il risultato di sensibilizzazione sul tema è certamente riuscito, non solo se consideriamo il chiaro legame che c’è tra la Compagnia (Bisluck) e l’AIST, ma anche se si considera l’apprezzamento del pubblico in sala nei confronti della resa scenica di Lady Tourette.
Due anni sono passati da quell’intervista con Fabiano e Lady Tourette è ormai in fase di fine tournée con la piazza di appartenenza della Compagnia. L’emozione in sala è tangibile per questi ragazzi. Emozione che gli interpreti, nonché tutti coloro che hanno attivamente contribuito ad allestire Lady Tourette, e a portare avanti la tournée nel corso di questi anni, restituiscono con convinzione e slancio al pubblico napoletano.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
