Senza categoria

La signora del martedì, di Massimo Carlotto – regia di Pierpaolo Sepe

Alfonsina Malacrida, con una precisione invidiabile, si presenta da nove anni presso la Pensione Lisbona tra le quindici e le sedici, per comprarsi un’ora di amore con Bonamente Fanzago, attore porno ormai agli sgoccioli. Il loro incontro è routinario, standardizzato, privo di fantasie erotiche o di divagamenti amorosi. È semplicemente l’incontro fugace di due corpi. O almeno così è per Nanà, la Malacrida appunto, che stronca sul nascere le avances di Fanzago per una eventuale relazione, specificando di essere solo “un’affezionata cliente che ti paga per fare sesso”.

Tenutaria della Pensione Lisbona, è Alfredo, che si sente a proprio agio con i vestiti da donna e quando deve uscire di casa indossa abiti formali da uomo con tacchi a spillo, per provocare i passanti. Alfredo ha un atteggiamento quasi materno verso Bonamente, che ormai risiede da quindici anni nella Pensione.

In quello che pare un lento fluire della quotidianità della Pensione, irrompe Pietro Emilio Belli, giornalista di cronaca nera senza scrupoli, che vuole indagare sul passato di Nanà. A partire da questo momento, gli eventi nella Pensione Lisbona prenderanno una piega del tutto inaspettata.

La signora del martedì è un testo di uno degli autori più interessanti nella scena letteraria italiana, Massimo Carlotto. A ciò si aggiunge la delicata regia di una delle più acute firme registiche sulla scena teatrale, Pierpaolo Sepe, e la presenza in scena dei pluripremitati Giuliana De Sio e Alessandro Haber accompagnati da Paolo Sassanelli, Riccardo Festa e Paolo Persi.

Quello di Carlotto è un testo complesso, che si compone di un registro stilistico poliedrico che passa dal thriller al comico, dall’ironia alla cronaca nera. Una partitura drammaturgica elegante, che il pubblico scopre grazie a una regia perfettamente consona al ritmo dello spettacolo e al recitato degli attori, che in questo caso riesce a restituire i diversi colori della drammaturgia.

Dramma, ironia, mistero, paradosso: tanti elementi, evidentemente distanti tra loro, che purtuttavia convivono perfettamente in questo testo, attraverso un bilanciamento che lascia il pubblico ancorato alle sedie del teatro per scoprire la verità che nasconde la signora del martedì. Magistrale la recitazione della De Sio e di Haber, coppia perfetta in palcoscenico e in grado trasmettere emozioni e sofferenze con un ritmo delle battute serrato; caratteristica e imprevedibile ai fini della trama l’interpretazione di Sassanelli e il personaggio che inscena. Festa dà una connotazione settentrionale all’attore porno impotente, con una sudditanza psicologica ai diversi personaggi che si palesano nella sua vita, mente Persi regala sensualità e reminiscenze di un passato mai accaduto.

Questo spettacolo sorprende lo spettatore, lo fa sorridere e dopo pochi minuti lo spaventa e lo inquieta. È un thriller che non trova una sua caratterizzazione definita grazie a una recitazione camaleontica, una regia consona alla drammaturgia e un impianto scenico suggestivo, enigmatico e sontuoso allo stesso tempo. Alla critica teatrale non è permesso andare oltre, visto il rischio di considerazioni che potrebbero rivelare segreti e trame che sta allo spettatore scoprire durante la rappresentazione. Resta, dunque, attestata la qualità artistica della composizione dello spettacolo sotto tutti i profili, in grado di esaltare le psicologie dei personaggi, il loro lato segreto e le proprie recondite paure. Non ci si può spingere oltre. Il resto è d’obbligo scoprilo al Teatro Diana di Napoli, fino al 9 aprile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento