LEI: Aprimi la testa e vedrai solo il tuo viso, duemila “mini-tu” che avvelenano e profumano la maggior parte dei miei pensieri…
LUI: Ascolta, angioletto: a quanto pare tu sei fedele a quello che eravamo lì, sulla panchina della clinica. Non lo sono. Là, tu sei la più bella e io il più affascinante. Là siamo in vacanza forzata, qui sono disoccupato ogni due settimane. Là ci lamentiamo delle dimensioni delle nostre stanze, qui mi vergognerei troppo a mostrarvi la mia. Là, in due, è romantico. Qui, è pietoso. Non ho nessuna voglia di presentarti i miei genitori. Non ho voglia di presentarmi ai tuoi. Questa è la realtà: voi non esistete. Tu ti basi su convinzioni e io su dubbi. Ma hai ragione: non riusciremo a guarire dall’essere noi stessi, vero?
Un dialogo continuo, alla scoperta di sé stessi e dell’altro che si ha davanti, è Promenade de santé (o Passeggiata di salute, all’italiana) lo spettacolo di Nicolas Bedos tradotto da Monica Capuani con la prima regia teatrale di Giuseppe Piccioni, per una produzione Marche Teatro, che sarà al Teatro Bellini di Napoli dal 18 al 23 aprile. Quello a cui si assiste in scena è una riflessione acuta e spiritosa di un rapporto complesso, apparentemente indecifrabile, tra eros e follia. Che cos’hanno in comune questi due elementi? Probabilmente, il loro elemento “patologico”, ossia la capacità di contagiare – prima grazie alla parola e dopo attraverso gli sguardi e il contatto umano – l’individuo che ci si trova dinanzi.
È in questo gioco di sguardi che si palesa il rapporto dei due personaggi in scena, interpretati da Filippo Timi e Lucia Mascino, che dai successi televisivi (con I Delitti del Bar Lume) approdano in palcoscenico con un testo di prosa contemporanea francese accattivante, denso di significati. I due protagonisti, nel loro affiatamento scenico, conducono un gioco dell’eros che non conosce soluzioni di razionalità, trascinati come sono da un interesse reciproco che gradualmente li spinge ad aprirsi e ascoltarsi, per poi arrivare ad amarsi follemente. Quella di Mascino e Timi è un’interpretazione coerente con i diversi significati del testo, in cui i due diventano soggetti significanti che giocano con il pubblico, si divertono a scoprire e a scoprirsi nel dialogo con l’altro durante le diverse fasi delle loro vite. I diversi momenti del recitato scandiscono il corso degli incontri, fugaci o programmati, in cui parlano, in occasione della loro “passeggiata di salute”, appunto.

Saggiamente, Piccioni, regista anzitutto cinematografico, unisce alla fase scenica alcuni momenti, sguardi e contesti di vita vissuta attraverso video che ricreano la dimensione reale in cui avviene gran parte degli incontri tra i due protagonisti. Ciò anche grazie all’adeguato disegno luci e alle scene di Lucio Diana e ai costumi di Stefania Cempini, che ben rappresentano la personalità sgangherata e sui generis degli insoliti personaggi che troviamo nel testo di Bedos. Alla “finzione” scenica si unisce la realtà cinematografica, quasi a voler riprendere quel dualismo tra eros e follia e traslarlo in una composizione artistica che assume diverse forme, e dunque diversi contesti, in funzione del momento di vita dei due protagonisti.
Promenade de santé è un testo che diverte e affascina lo spettatore, che parla di nevrosi e di tormenti di amore, che (finalmente) non cerca di sistematizzare l’animo umano né di analizzare lucidamente la sua psiche, ma che accetta l’esistenza dell’inspiegabile, della follia d’amore e dell’eros incalcolabile. Mascino e Timi si gettano a capofitto nella rapsodia mentale del testo, grazie alla regia di Piccioni che restituisce quel senso di semplicità che, in fondo, valorizza il senso stesso di questo spettacolo (ammesso che se ne debba davvero trovare uno). Ovvero, che alcune cose non devono essere spiegate, possono semplicemente essere vissute accettando il corso degli eventi con un sorriso sulle labbra e la felicità di pensare ad ogni giorno come se fosse il più importante delle nostre vite. Repliche a Napoli fino a domenica 23, con sabato di riposo.
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