Recensioni

Perfetti sconosciuti – di Paolo Genovese

Al Teatro Diana dal 26 aprile al 7 maggio 2023

“Qua dentro ci abbiamo messo tutto! Questo qua ormai è diventata la scatola nera della nostra vita!”, è questa una delle frasi cult del successo cinematografico di Paolo Genovese, Perfetti sconosciuti, ora nella sua trasposizione teatrale al Diana di Napoli fino al 7 maggio 2023. Due David di Donatello, tre Nastri d’argento, un Globo d’oro e quattro Ciak d’oro, con venticinque adattamenti mondiali della sceneggiatura originale di Genovese, hanno reso Perfetti sconosciuti un film apprezzato e conosciuto in tutto il mondo, sia nella sua edizione italiana, sia nella sua drammaturgia che continua a suscitare attenzione e apprezzamento da parte del pubblico.

La sfida di Genovese sta dunque nel voler trasporre il suo capolavoro cinematografico in scena, attraverso un adattamento del tutto fedele al testo del grande schermo seppur calato in palcoscenico e con un cast di tutto rispetto: Emmanuele Aita, Dino Abbrescia, Alice Bertini, Marco Bonini, Paolo Calabresi, Anna Ferzetti, Valeria Solarino sono i sette protagonisti di Perfetti sconosciuti nella sua “seconda vita” teatrale, con le scene di Luigi Ferrigno, i costumi di Grazia Materia e le luci di Fabrizio Lucci. La produzione è di NUOVO TEATRO, di Marco Balsamo in coproduzione con Fondazione Teatro Della Toscana e Lotus Production.

La trama è nota a tutti: una sera a cena tra amici e la sfida di mettere sul tavolo i propri cellulari. Ogni messaggio e chiamata che arriverà, sarà ascoltato da tutti. Nel giro di una serata, i cellulari diventano dunque lo strumento attraverso cui i sette protagonisti si conosceranno davvero, non soltanto nelle loro relazioni amicali, ma anche nella dimensione di coppia, grazie allo svelamento di segreti nascosti che legano a doppio filo tutti i protagonisti dello spettacolo, nessuno escluso. Cosa fare dunque? Essere grati al gioco, per aver scoperto segreti prima ignoti agli altri, o restare confinati al mantenimento dello status quo, evitando di scandagliare le personalità che riveliamo veramente soltanto ai nostri telefoni cellulari? Ecco che, come si dice in Perfetti sconosciuti, il cellulare diventa davvero la scatola nera delle nostre esistenze, lo strumento indispensabile in cui confluisce la nostra personalità, e dunque la “verità” delle esistenze.

Il gioco tra “finzione” dei rapporti umani e “verità” dei contatti virtuali si colloca in scena attraverso una prospettiva molto interessante, tra la finzione teatrale per antonomasia e la verità delle storie che gli attori portano sulla scena. In questo gioco simil-pirandelliano Perfetti sconosciuti è uno spettacolo teatrale in cui Paolo Genovese costruisce una regia consona al diverso contesto del suo prodotto, attraverso un gioco di sguardi, un ritmo scenico e un costante suono di notifiche e di suonerie che incuriosiscono lo spettatore che guarda Perfetti sconosciuti a teatro. È questo, dunque, un nuovo orizzonte artistico, in cui il testo assume una connotazione meta-teatrale e colloca i rapporti umani in continua tensione tra l’apparenza sociale e la realtà virtuale. Viene quasi da chiedersi cosa sia più “vero” dell’altro: se la finitezza dei rapporti umani, evidentemente tangibili, o la verità della conoscenza virtuale, per definizione incapace di essere decifrata.

Perfetti sconosciuti è un processo di scardinamento delle convenzioni sociali amaro ma profondamente reale, che affronta con sarcasmo un tema assai delicato pur non rinunciando a sprazzi di comicità che conferiscono ritmo alla partitura scenica. Nel complesso, un ottimo risultato teatrale, che resterà in scena nella Sala del Vomero fino al 7 maggio.

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