VILLA FLORIDIANA – TEATRINO DI VERZURA
5 LUGLIO 2023
Al via la Sezione Letteratura del Campania Teatro Festival, che per l’edizione del 2023 avrà luogo dal 5 al 9 luglio nel Teatrino di Verzura della Villa Floridiana di Napoli. La rassegna, come di consueto curata da Silvio Perrella, quest’anno si intitola Due. Come spiega lo stesso Perrella nella sua prefazione il due è tante cose. “Il due da cui alcuni fisici contemporanei fanno scaturire l’origine del mondo; il primo, necessario passo verso la relazione. E senza la relazione si è nulla; meno di uno, meno di zero”. Il due è dunque l’essenza stessa del dialogo, dell’incontro da cui scaturiscono parole, riflessioni e talvolta anche emozioni. Il due è cielo e terra, è tutto e niente, è prima e dopo, ma è anche il contrario dell’uno, dell’individualità, dell’anemia sentimentale, della mancanza di un incontro, è ulteriore unità che dà finalmente senso alla propria individualità.
È da questa premessa che il primo incontro nella Villa Floridiana si intitola Fratelli in versi e vede in scena Luigi e Martino Lo Cascio. Il primo, ben noto attore e regista e da circa un decennio alle prese anche con una carriera da scrittore non meno sorprendente, il secondo, più grande di un solo anno, psicologo e psicoterapeuta ma anche egli scrittore e amante della poesia. Luigi Lo Cascio legge Sul deserto (Edizioni Volatili), mentre Martino Lo Cascio legge D’Acquaria. Fratelli in versi non è una sfida alla ricerca della miglior poesia, piuttosto è un dialogo poetico, che parte dalla profonda riflessione della poesia biografica di Luigi Lo Cascio sul deserto, per quindi ricevere risposta dal fratello Martino, nei panni di Scatascio, siciliano di umili origini che tenta di affrontare con solennità le questioni filosofiche appena ascoltate. Vi è dunque un gioco delle parti (è il caso di dire tipicamente pirandelliano, vista la provenienza siciliana dei due fratelli) tra l’aulico e il grottesco, tra il solenne e il reale. Come riconosciuto dai fratelli Lo Cascio alla fine delle loro declamazioni, vi è uno iato non trascurabile tra le due composizioni: nel caso di Luigi, sul deserto, la composizione “è venuta così”, tocca temi filosofici e analizza la materia con un fraseggio complesso, ricercato, talvolta ermetico. Nel caso del fratello, il personaggio di Scatascio è invece una persona vivente, un poetante che a sua insaputa elabora un suo modo di stare al mondo.

Emerge dunque, la separazione tra la filosofia come fine, che nel primo componimento rappresenta lo strumento attraverso cui comprendere il senso delle cose, per analizzare le proprie esistenze per arrovellarsi a cercare risposte a questioni dogmatiche e, sull’altro fronte, la filosofia come mezzo, come strumento per avere occhi sul mondo e per capire le categorie del reale, del giusto e dello sbagliato, del bianco e del nero. Indipendentemente dal dato poetico, la perfomance rappresenta anche l’occasione per i due fratelli di ritrovarsi in scena e di ricordare la loro infanzia, così poliedrica tra i fumetti di Zagor e le poesie di Crocetti, tra la crescita adolescenziale, gli esordi con il gruppo (tragici)comico Le ascelle, e le strade professionali di Luigi e Martino, l’amore per la poesia. È, dopotutto, la ricerca di un’educazione sentimentale che questi custodiscono e trasmettono al pubblico presente come uno scrigno prezioso a cui poter attingere.
“…e in quest’abbaglio
crede di consistere
davvero,
d’essere uno,
uno solo,
quello, esattamente quello,
un documento
dicibile
a frasi
con ogni facoltà
sotto controllo”
Luigi Lo Cascio da Sul deserto, Edizioni Volatili
“Sciuscio fu, ‘ncantamento farabutto
estro di saltalibanco, barzelletta,
bugiarderia de quattro lire, furfantaria.
Nzomma fuci menzognaro,
sconfesso a tia ca fuci finzione”
Martino Lo Cascio da D’Acquaria
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