Recensioni

Natale in casa Cupiello – di Eduardo De Filippo, con Vincenzo Salemme

Al Teatro Diana di Napoli dal 1 novembre al 17 dicembre

Vi sono prime che non si dimenticano facilmente. Rappresentazioni in cui la tensione, tanto in scena quanto in sala, è palpabile. Specie se la prima prevede il debutto a Napoli, in prossimità delle festività natalizie, di un capolavoro eduardiano come Natale in casa Cupiello, in scena al Teatro Diana di Napoli dall’1 novembre al 17 dicembre. La regia e il celebre ruolo di Luca Cupiello sono assegnati a un mattatore del teatro napoletano, Vincenzo Salemme. L’artista napoletano non è nuovo alla sala del Vomero: è ormai ampiamente constatato che il binomio Salemme-Diana sia stato garanzia di successo negli anni passati, grazie alla sua capacità di firmare drammaturgie indiscussamente apprezzate dal pubblico napoletano.

La storia in questo caso è ben diversa, perché Salemme decide di tornare al Diana per la prima volta con un testo del suo Maestro, Eduardo De Filippo, conosciuto a Cinecittà nel 1977. Sono passati 46 anni da quell’incontro e l’attore napoletano decide di portare in scena uno dei testi più amati della produzione eduardiana, quello che sotto il profilo drammaturgico presenta allo spettatore tanto gli elementi comici propri della produzione giovanile di De Filippo, racchiusi ne La cantata dei giorni pari, quanto quella tragicità talvolta inaspettata quanto reale che caratterizza l’intera raccolta drammaturgica de La cantata dei giorni dispari. Natale in casa Cupiello è festa e disperazione, è felicità nella miseria, è amore puro (quello tra Luca Cupiello e la sua amata Concetta) e tradimento (con Ninuccia che non ama il marito Nicolino bensì il giovane Vittorio), è sacro (con la processione dei re magi) e profano (con il tempestivo tentativo del fratello Pasquale e del figlio Tommasino di arraffare qualche lira dalle tasche degli invitati alla cena della Vigilia).

Le musiche di Nicola Piovani, le scene di Luigi Ferrigno, i costumi di Francesca Romana Scudiero e le luci di Cesare Accetta manifestano l’intenzione di fornire una lettura registica di questo allestimento che riprende l’atmosfera di una modesta casa del centro di Napoli, che si prepara come ogni anno a festeggiare il Natale, che anche questo anno «si è presentato con tutti i sentimenti». Il Luca Cupiello di Salemme è un protagonista sensibile ma determinato, in grado di combattere – finché gli risulta possibile – per tenere insieme le redini della sua famiglia. La sua è dunque un interpretazione in cui il personaggio di Lucariello viene completamente decostruito (per evitare qualsivoglia comparazione rispetto al recitato di altri attori che hanno precedentemente portato in scena il testo) e in cui l’artista ricuce con grande maestria il ruolo del protagonista in base ai tempi comici, alle espressioni, alla controscena e al recitato con cui Salemme ha segnato la sua cifra stilistica. È proprio questa sua capacità di portare a sé il personaggio di Luca Cupiello, e non il contrario, a rendere così apprezzata (e calorosamente applaudita durante l’intero corso della rappresentazione) la sua interpretazione in questo allestimento.

Questa linea registica viene assegnata da Salemme anche agli altri interpreti del testo: Antonella Cioli, nel ruolo di Concetta, è interprete eclettica di questo personaggio, in grado di sorprendere il pubblico con le espressioni facciali, il recitato, la controscena tra una battuta e l’altra e soprattutto grazie all’intesa – evidentemente perfetta – con Luca Cupiello. L’intuizione nella regia di questo allestimento sta tanto nell’accelerazione in alcune parti dello spettacolo – elemento caratterizzante delle commedie di Salemme – quanto nel gioco comico che si innesca in scena, talvolta anche nella ripetizione di una battuta che torna nel corso della rappresentazione (come è il caso del “celebre” caffè della moglie Concetta che viene offerto ai presenti). Il gioco di accelerazione-pausa, intermezzi comici inediti e rivisitazione di alcune battute cult del testo sorprende lo spettatore, grazie ai ritmi serrati e alla sinergia perfetta tra tutto il cast dello spettacolo.

A completare il trittico della Natività, c’è il figlio Tommasino, con quello che negli ultimi anni è diventato il braccio comico di Salemme, Antonio Guerriero. Anche per lui, si è stati in grado di cucire su Guerriero un Tommasino scanzonato, evidentemente dissociato, ma anche scaltro e opportunista. A Guerriero, d’altronde, va il plauso di riuscire a fare ciò che gli riesce perfettamente negli ultimi spettacoli che lo vedono al fianco di Salemme: avere un ritmo del recitato antitetico rispetto al protagonista, ad esso perfettamente speculare e in osmosi con i suoi tempi comici.

Franco Pinelli interpreta il fratello di Luca, Pasquale Cupiello: la presenza scenica è coerente con il personaggio e mostra una chiara complicità con Salemme, Cioli e Guerriero in scena. A completare il cast, troviamo Vincenzo Borrino, Sergio D’Auria, Fernanda Pinto, Oscarino Di Maio, Agostino Pannone, Pina Giarmanà, Geremia Longobardo, Nuvoletta Lucarelli, Gennaro Guazzo e Marianna Liguori. Le loro interpretazioni sono convincenti e confermano la qualità dell’allestimento a cui si assiste, contribuendo a creare quella dimensione sospesa tra la festa e il dramma che questo testo trasmette per far sorridere e commuovere lo spettatore allo stesso tempo.

Dopo due ore di rappresentazione senza interruzioni, il sipario cala. Salemme declama le sue ultime battute farfugliando, nel ruolo del protagonista ormai confuso tra la realtà dei fatti e l’illusione della felicità, tra gli applausi convinti del pubblico. Il Natale in casa Cupiello di Salemme ha finalmente debuttato al Teatro Diana di Napoli (in rassegna fino al 17 dicembre) e il pubblico ha già decretato il successo di questa rappresentazione.

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