Recensioni

Diari d’amore, Dialogo|Fragola e panna, due commedie di Natalia Ginzburg – regia di Nanni Moretti

Da mercoledì 10 a domenica 21 gennaio al Teatro Mercadante di Napoli

Dell’esordio alla regia teatrale di Nanni Moretti si è già ampiamente detto in questi mesi, al punto da suscitare nel pubblico un interesse e un’aspettativa così elevata che, nel caso delle repliche napoletane al teatro Mercadante fino al 21 gennaio, si è registrato tempestivamente un tutto esaurito per quasi tutte le repliche di questo spettacolo. Diari d’amore è il titolo dello spettacolo che comprende due atti unici di Natalia Ginzburg, Dialogo e Fragola e panna, che vedono in scena Valerio Binasco, Daria Deflorian, Alessia Giuliani, Arianna Pozzoli e Giorgia Senesi. Lo spettacolo, che ha debuttato a ottobre del 2023 al Carignano di Torino, è una coproduzione Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Carnezzeria Srls, Emilia Romagna Teatro ER T / Teatro Nazionale, LAC Lugano Arte e Cultura, Châteauvallon-Liberté scène nationale, TNP Théâtre National Populaire à Villeurbanne, La Criée – Théâtre National de Marseille, Maison de la Culture d’Amiens, in collaborazione con Carrozzerie n.o.t e il coordinamento di Aldo Miguel Grompone.

Due atti unici della Ginzburg, invero molto differenti tra loro, come riconosciuto anche da Moretti nelle note di regia: il primo più brillante, con venature evidentemente tragicomiche, il secondo più drammatico e cupo. Il primo già rappresentato a teatro, il secondo mai. Entrambi fanno parte del “teatro delle chiacchiere” della Ginzburg, ed entrambi si ancorano ad una drammaturgia che prevede dialoghi serrati tra gli attori in scena, con l’obiettivo di incardinare la storia da un contesto apparentemente aleatorio a un segmento ben specifico della quotidianità dei personaggi che vengono portati in scena. Lo spettatore viene dunque invitato ad esplorare le vicende amorose di personaggi apparentemente anonimi; quelli che vengono portati in scena sono soggetti arrendevoli e con nuclei familiari disarmonici, flebili figure che vivono all’ombra della società che non ha tempo per ascoltarli, compartirli, porgergli una opportunità di riscatto. Questi uomini e queste donne, emotivamente e moralmente inetti, si mostrano sulla scena in tutta la loro intimità.

Nell’allestimento qui proposto, appare ben chiaro che Moretti intende aprire due distinte visioni dell’amore, uno disincantato, l’altro cinico. In Dialogo i due interpreti Alessia Giuliani e Valerio Binasco restituiscono allo spettatore una interpretazione dei due personaggi particolarmente apprezzata. Il ritmo delle battute, la modulazione dei toni della voce, la capacità di raccontare una storia pur essendo per quasi l’intera durata del dialogo i due protagonisti sdraiati nel letto provoca e incuriosisce lo spettatore, che assiste ad una storia tanto paradossalmente comica quanto tristemente misera, con una rappresentazione che restituisce fedeltà all’obiettivo drammaturgico del testo della Ginzburg. Fragola e panna è invece un testo dissacrante, che prende di mira la retorica borghese e le sue assurde logiche sociali. In questo testo troviamo in scena Arianna Pozzoli, Daria Deflorian, Alessia Giuliani, Giorgia Senesi e Valerio Binasco che raccontano di una storia che va oltre la lacerazione di un matrimonio e un tradimento che si conclude con il confronto tra le due donne, così diverse tra loro. È un testo che, con garbo e irriverenza allo stesso tempo, già affronta il tema della violenza sulle donne, delle disuguaglianze sociali e dell’isolamento sociale e culturale dei centri rurali da quelli urbani. In questo caso lo spettatore si trova ad assistere ad una storia con toni molto differenti, quanto all’impronta registica e ai contenuti trattati, rispetto all’atto unico precedente. A parer di chi scrive, sarebbe forse stato più interessante suggerire l’allestimento al contrario, per evitare il rischio, certamente presente tra gli spettatori che si accingono a vedere questo spettacolo, di assistere a una mise en scene che si presenta all’inizio pregnante di una componente tragicomica, quasi completamente assente in Fragola e panna. Un’ulteriore osservazione attiene alla scelta, durante l’allestimento di Fragola e panna, di creare un intermezzo tra un momento del racconto ed un altro attraverso il buio totale in scena. Essendo il pubblico già consapevole di assistere a due atti unici, senza intervallo, con il buio in scena che aveva precedentemente caratterizzato la fine del primo atto unico, si induce il pubblico in un applauso incerto che, verosimilmente per ogni rappresentazione di questo spettacolo, lo porta a pensare alla sua conclusione, mentre invece questo riprende dopo qualche secondo. In tale circostanza, sarebbe stato più utile immaginare un soffuso disegno luci in fondo scena in grado di ricreare l’idea di una transizione da un momento all’altro della storia, e di riprendere dopo qualche secondo.

Le scene, coerenti con lo spirito dell’allestimento, sono di Sergio Tramonti, le luci di Pasquale Mari e i costumi di Silvia Segoloni.

Di Diari d’amore resta nello spettatore un interrogativo sull’amore, che può affondare le sue radici in un’analisi psicoanalitica (tema questo ben caro al Moretti): l’amore è una costruzione o è una forma di rappresentazione? In altre parole, il desiderio romantico è frutto di un sentimento che si nutre attraverso la relazione con un altro soggetto, o è invece proiezione della propria persona sulla volontà di un altro individuo di costruire una relazione amorosa? Questo spettacolo una risposta sembra fornircela, ma è compito del pubblico andare a teatro e assistere a questo “diario d’amore” che Moretti porta in scena.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento