Recensioni

Enea di Pietro Castellitto

Al cinema dall’11 gennaio

Napoli, 17 gennaio 2024. A seguito della proiezione del film “Enea” al cinema Modernissimo, il giovane regista Pietro Castellitto è arrivato in sala per rispondere alle domande del pubblico partenopeo.

Il regista racconta della casualità che ha portato alla scelta del nome del protagonista: l’incontro con un Enea che di epico aveva ben poco.

Una generazione di ragazzi a cui è stato affidato un nome eroico, altisonante che dovrebbe preannunciare un destino di spessore, ma in tempi tanto discussi e inafferrabili come avrebbe mai potuto ereditare una tale grandezza?

Castellitto, però, la grandezza riesce a portarla sullo schermo e non a discapito dei tempi che corrono, ma entrandoci in profondità e sublimandoli, dimostrando un’immensa conoscenza della settima arte tra giochi di luci ed inquadrature mozzafiato che richiamano grandi classici del cinema.

Enea è la rappresentazione delle potenzialità inespresse dei giovani di oggi, con uno spirito energico e determinato, agile nel muoversi e prendere decisioni brillanti, pur non essendo ben piantato per terra, dal violento sorriso che permane anche nelle disgrazie.

Esordio alla recitazione di Cesare Castellitto, fratello del regista, che, simpaticamente racconta Pietro in sala, viene declassato da “Cesare” a “Brenno”, nome di uno spietato condottiero dato ad un personaggio timido e defilato che a 16 anni dorme ancora con i genitori.

Gli spettatori si sono interrogati su quanto il contrasto tra il Brenno storico e quello narrativo fosse stata una scelta consapevole; ancora una volta Castellitto parla di coincidenze.

Eppure, l’ironia della sorte e la magia del cinema non si incontrano per caso, ma si manifestano quando un progetto è curato nel dettaglio e mosso da una vera esigenza, quando risponde ad una necessità.

L’esigenza dietro il film è il perseguire un desiderio, la ricerca costante di un ritorno dei baci, degli affetti sinceri, in una società in cui si esalta il singolo, l’indipendenza emotiva e ci si racconta di non poter amare l’altro finché non si impara ad amare e conoscere pienamente se stessi.  

Ma chi sono io senza l’altro? Come si può parlare di amore senza il sacrificio?

“Non è il solito gangster movie, come si fa non cadere nel già visto quando si affrontano temi tanto popolari?” chiede un ragazzo in sala, “Bene o male le storie hanno tutte le stesse trame” interviene Castellitto “è il punto di vista a fare la differenza”.

Nonostante i continui simbolismi e le citazioni alle grandi pellicole che hanno fatto la storia, il punto di vista del regista su questo film è il più oggettivo e realistico che abbia mai offerto il cinema contemporaneo.

Una trasposizione della vita vera per come è nella sua oggettività: un immenso caos, implacabile ed inarrestabile.

La storia non è filtrata da un giudizio personale del regista ed è spiazzante con quale naturalezza sorge comunque nello spettatore una propria interpretazione della morale.

Un film tanto complesso che in sé contiene sia gli interrogativi sia le risposte, molteplici risposte, che contrastano anche tra loro, riuscendo comunque a rendere il tutto estremamente piacevole, ironico, ricco di patos e sentimento.

In una sola parola, il film si potrebbe definire “intimo”.

Parla intimamente al pubblico sconquassandogli l’animo ed è intimo il coinvolgimento (quasi al completo) della famiglia Castellitto nel cast, nella scena della sera del 25 dicembre in cui il regista dona alla storia un suo racconto personale e reale di un Natale in famiglia all’insegna della tradizione napoletana, adottata dai Castellitto per buon augurio e per legami con i parenti di giù.

“Enea si sarebbe potuto ambientare a Napoli?” domanda uno spettatore, per il regista sì.

Roma e Napoli, risponde Castellitto, sono ugualmente avvolte nel mistero, storiche e immense, anche se Napoli “ha radici salde come i luoghi di provincia, ma compete col mondo. È unica in questa sua caratteristica” e realizzare un suo film qui sarebbe per lui una grandissima sfida che, però, non si preclude per un domani e la città tutta si augura di rivederlo al più presto.

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