Recensioni

La Lezione di Ionesco – regia di Antonio Calenda

Al teatro Sannazaro dal 2 al 4 febbraio

Il Professore è colui che per antonomasia detiene la conoscenza, colui che parla, che decide gli argomenti, quando e come trattarli. Sulla base di questo principio di autorità si orienta il “Dramma comico” (per dirla con le parole del suo autore) intitolato La Lezione di Eugen Ionesco.

Un testo emblema della corrente dell’Assurdo che attraverso ripetizioni e nonsense evidenza l’incomunicabilità tra gli uomini, come essi siano diventati cocciutamente avversi ad un vero confronto e scambio con l’altro. L’opera del ’51, segnata dalle Grandi Guerre, mostra in scena come l’unico esito possibile di tanta ottusità e saccenza non possa che essere uno sfogo violento e dalla deriva autoritaria.

Nando Paone (Professore), Daniela Giovanetti (studentessa) e Valeria Almerighi (governante), diretti dalla regia di Antonio Calenda portano in scena personaggi dalle movenze caricaturali e buffe, le quali risaltano l’umorismo parossistico e destabilizzano lo spettatore che naturalmente tende alla ricerca di linearità del racconto.

L’impossibilità di inquadrare il testo e di comprendere la logica dei personaggi è poi il motore della risata e della riflessione dello spettatore.

Le scene di Paola Castrignanò e i costumi di Giulia Barcaroli sono magnetiche per il pubblico che immediatamente viene catapultato in un ambiente altro, antico e austero, ma non serioso.

I volti degli attori carichi di cerone, la scelta di non mostrare materialmente diversi oggetti, come il fiammifero ed il coltello, ma lasciarli all’immaginazione del lettore e i pochi, mirati e significativi giochi di luci (a cura di Luigi Della Monica) sono stati espressione di un teatro legato alla tradizione e all’essenzialità.

La Lezione di Ionesco è chiaramente un testo impegnato oltre che impegnativo e, attraverso il dichiarato intento di destabilizzare, propone una critica ed una morale fortemente accusatoria.

Per chi conosce ed apprezza il genere l’opera risulterà piacevole e fedele, mentre per chi è nuovo a questo linguaggio, ne noterà l’avanguardia nonostante la storicità del testo. In scena al teatro Sannazaro fino al 4 febbraio.

©RIRPODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento