Debutto nazionale venerdì 2 febbraio, in scena fino a domenica 11 febbraio 2024 al Teatro Augusteo
In fondo, la santarella, nata dalla mente geniale di Eduardo Scarpetta, è un angelo o è una diavula? È questa la domanda che da 135 anni, quando nell’ormai lontano 1889 Scarpetta mise in scena per la prima volta questo testo, viene posta al pubblico che assiste a uno dei più celebri testi dell’autore e attore napoletano. Su queste premesse Claudio Di Palma, dopo il successo nell’adattamento e regia de Il medico dei pazzi, decide di portare in scena ‘Na santarella, con il cast artistico che componeva già per larga parte il precedente allestimento e anche in questo caso con la produzione di Ente Teatro Cronaca e Sgat Napoli – Teatro Augusteo.

Il percorso di “transizione” di Nannina, la Santarella appunto (in questo spettacolo interpretata dalla istrionica Angela De Matteo), racconta di una donna che, dopo aver frequentato per anni il convento delle Rondinelle, scopre il teatro, il divertimento e – soprattutto- l’amore. Le sue avventure non possono che essere accompagnate dalla maschera che ha reso celebre nella storia del teatro italiano ed europeo Eduardo Scarpetta: Felice Sciosciammocca. In questo spettacolo, Don Felice, interpretato da un Massimo De Matteo con una prova attoriale convincente, ha una doppia vita: è, al contempo, organista del convento delle Rondinelle e anche autore de “La figlia dell’imperatore”, l’operetta ormai prossima al debutto al Teatro Fondo di Napoli.
Sul palco anche Giovanni Allocca, Chiara Baffi, Marika De Chiara, Angela De Matteo, Carlo Di Maro, Luciano Giugliano, Valentina Martiniello, Peppe Miale, Sabrina Nastri e Federico Siano. Massimo De Matteo, Angela De Matteo e Federico Siano sono gli interpreti che, sin dal debutto del 2 febbraio, caratterizzano con grande personalità e coerenza scenica i loro personaggi: a Don Felice, alla Santarella e al poliedrico e ansioso impresario Nicola (interpretato da Siano) il pubblico riserva applausi convinti alle loro uscite di scena. Le scene dell’oratorio del convento prima, e delle quinte del palcoscenico dopo, sono di Luigi Ferrigno; i costumi, che ben si abbinano alla lettura innovativa di questo testo di Di Palma, sono di Annamaria Morelli; e le musiche, che compongono l’ossatura artistica di questo spettacolo, sono firmate da Paolo Coletta. Sono numerose, infatti, le fasi dello spettacolo con parti canore, facendo avvicinare molto questo allestimento alla struttura compositiva di una commedia musicale.

Un allestimento convincente fin dalla sua prima replica. Sono forse da affinare ancora alcune fasi dello spettacolo e la caratterizzazione di taluni personaggi, probabilmente attraverso un ritmo maggiormente sostenuto in alcune parti della rappresentazione superando certi sketch con malintesi, ambiguità e imprevisti molto fedeli al testo scarpettiano, ma evidentemente lontani dal registro comico dei nostri giorni. È dunque auspicabile una compattezza, sul piano esecutivo, in grado di conferire maggiore omogeneità al primo e al secondo tempo.
‘Na santarella è un testo senza tempo, e questa regia di Di Palma lo dimostra a pieno titolo. È la manifestazione di un teatro napoletano che ha assistito, a cavallo tra l’ottocento e il novecento, a una produzione teatrale “vulcanica”, grazie alla capacità di coniugare, di volta in volta, le vicende della maschera di Felice Sciosciammocca in nuove e più intricate storie, sempre irresistibilmente comiche e in grado di rivelare vizi e virtù della napoletanità attraverso il linguaggio teatrale.
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