Da marzo al Teatro Instabile Napoli
La memoria del Castello di Wewelsburg e dei suoi fantasmi che l’hanno abitato e stregato: La medium Maria Orsic, il colonnello Heinrich Himmler e i loro tormenti, le divise naziste che celano simboli esoterici e i deportati napoletani costretti a lavorare al restauro della fortezza.
La memoria di una Napoli combattiva che si difende con gran dignità e si allontana dallo stereotipo con intelligenza, ricorrendo all’autoironia.
Nulla avviene per caso nell’inquietante lucida follia dei Nazisti. Nulla avviene per caso nella messa in scena.
Spettacolo corale, dinamico, emotivo, carico di desiderio di riscatto e rivalsa, di cui i giovani studenti dell’accademia del teatro TIN ne sono protagonisti.
Gianni Sallustro, direttore del Teatro Instabile Napoli, calca anch’egli il palco e cura la regia della pièce adattando il testo Maria Orsic – l’ultima verità del male di Antonio Masullo.
Tra gli attori, anche lo stesso autore dell’opera nelle vesti di un narratore extradiegetico, il quale intervalla le evocazioni mistiche e autentiche dei ragazzi e con una delicata campanella cattura l’attenzione e risveglia la Storia con la S maiuscola.
Gli abiti di Costantino Lombardo e lo styling Rosa Ferrara fanno dimenticare al pubblico il XXI secolo, spettatori ed attori si guardano dritti negli occhi, si provocano e cresce il fervore e l’interesse per i costumi e per le lotte di quel maledetto secolo breve.
Lo spettacolo ha debuttato il 27 gennaio ed è andato in replica il 4 febbraio, grazie all’immediato apprezzamento riscontrato sin dalla prima messa in scena e alle tante richieste delle scuole napoletane, Le radici dell’ultima verità del male verrà nuovamente riproposto in teatro nel periodo di marzo, in date da definire.
Uno spettacolo onesto, didattico e trasversale. Un’immersione nella storia vicina e nel ricordo privo di retorica e ricco di valore.
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