Al teatro Augusteo da venerdì 15 a domenica 24 marzo, e da venerdì 12 a domenica 14 aprile
Ci sono personaggi che rappresentano veri e propri front-man nei cartelloni dei teatri napoletani, colonne portanti che il pubblico, di abbonati e non, attende con trepidazione nella sala che li ha visti maturare e crescere nel loro percorso artistico. Esattamente ventidue anni fa, sul palcoscenico dell’Augusteo, andava in scena per la prima volta un musical che i napoletani ricordano molto bene: C’era una volta… Scugnizzi. Il protagonista di quello spettacolo era Sal Da Vinci, che a partire da quell’allestimento suggellò il suo legame di stima e di affetto con il pubblico della sala di Piazzetta duca D’Aosta.
Ed è con la medesima trepidazione che il pubblico attende il nuovo spettacolo che lo vede protagonista, Sal Da Vinci Stories, in scena all’Augusteo da venerdì 15 a domenica 24 marzo, e da venerdì 12 a domenica 14 aprile. Lo spettacolo, scritto da Sal Da Vinci, Ciro Villano e Luca Minero (che firma anche la regia dell’allestimento) vede in scena il cantante napoletano affiancato da Ernesto Lama, quest’ultimo nei panni di un avido imprenditore che sollecita il suo artista a esibirsi prendendo le distanze dal suo repertorio di punta, in favore di nuove sonorità con cui Sal Da Vinci dovrebbe necessariamente confrontarsi, al fine di adeguarsi ai gusti musicali predominanti dei nostri giorni. Qui sta la sfida del cantante napoletano, che sfugge alle etichette e sfida il mainstream dominante, facendo leva proprio sul suo repertorio, oltre all’arrangiamento delle cover di successi senza tempo della musica italiana e napoletana, per raccontare il suo percorso artistico. In scena con lui, ci sono Christian Capasso (basso e contrabasso), Antonio Mambelli e Gianluca Mirra (batteria e percussioni), Maurizio Fiordiliso (chitarre), Giuseppe Fiscale (fiati e tastiere) e Sasà Piedepalumbo (Fisarmonica e pianoforte).

Sal Da Vinci Stories, è uno spettacolo che, a parere di chi scrive, presenta molti punti di riflessione. Anzitutto, il ritorno di Sal Da Vinci in scena dopo anni in cui l’artista napoletano è stato protagonista di due musical (La fabbrica dei sogni e Masaniello) rappresenta la possibilità per costruire uno spettacolo più intimo e autobiografico, raccontandosi attraverso la sua musica e le canzoni che lo hanno reso tanto apprezzato dal pubblico. Tuttavia, quello a cui si assiste non è “semplicemente” un concerto (e già sarebbe un successo, visto il fatto che l’artista esegue più di trenta brani dal vivo in quasi tre ore di spettacolo), ma è un vero e proprio genere teatrale a lungo sperimentato dall’artista napoletano nel suo percorso, musicale e attoriale al tempo stesso. Sal Da Vinci Stories è un concerto teatralizzato che si regge proprio sulla capacità del protagonista di tessere un racconto musicale attraverso aneddoti, storie e brillanti dialoghi comici ben congeniati con Ernesto Lama. Le scene di Roberto Crea, nella semplicità di questo allestimento, che ben differisce dai sontuosi impianti scenici che avevano precedentemente caratterizzato i musical prima menzionati, ricostruisce lo scantinato dove è cominciata la carriera di Sal. Vicino al pianoforte, c’è un baule con le fotografie che gli permettono di ricordare alcuni dei più emozionanti momenti del suo percorso artistico: il rapporto con il padre Mario Da Vinci, la vittoria al Festival italiano con Mike Buongiorno, la collaborazione con Lucio Dalla e ancora il terzo posto al Festival di Sanremo nel 2008. O, ancora, i suoi esordi nella celebre sceneggiata napoletana, ricreata in questo spettacolo con garbo e comicità dirompente, grazie a un momento che vede Da Vinci e Lama, oltre alla complicità dei diversi musicisti in scena, coinvolti in un siparietto esilarante e perfettamente riuscito.
In aggiunta, questo spettacolo rappresenta anche una provocazione tutt’altro che scontata: la scelta di merito di Sal da Vinci di “guardare indietro”, arrangiando celebri cover (come Erba di casa mia, Luna Rossa e Lisa dagli occhi blu) insieme all’esecuzione di quasi tutti i suoi brani più celebri (tra i quali, Il mercante di stelle, Non riesco a farti innamorare, Vera) restituisce allo spettatore la convinzione che per un cantante non è necessario reinventarsi attraverso generi musicali che potrebbero snaturarlo o renderlo addirittura poco autentico sotto il profilo artistico. È, anzi, la capacità di un cantante di rimanere sincero e in grado di raccontare le proprie emozioni in musica a regalare al pubblico un ricordo indelebile. Questo è il messaggio trasmesso da questo spettacolo, che merita di essere visto per la sua elegante semplicità e per la capacità di emozionare senza filtri, elementi questi caratterizzanti della personalità artistica di Sal Da Vinci.
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