Recensioni

E.G.O. Extreme Game Over, di Riccardo Pechini e Mariano Lamberti – con Lorenzo Balducci

Lorenzo Balducci torna in scena a Napoli, al Teatro Sannazaro fino a domenica 24 marzo, con lo spettacolo E.G.O. Extreme Game Over, scritto da Riccardo Pechini e Mariano Lamberti, quest’ultimo anche regista dell’allestimento. Dopo i successi di Allegro non troppo e di Fake, l’attore romano chiude la trilogia di quello che è un genere teatrale tutto suo: a tratti rassomigliante a una stand up comedy, per altri versi molto simile a un monologo in cui recita, canta e balla per costruire un one man show originale e assolutamente inedito.

E.G.O. Extreme Game Over è un testo che, nella sua resa scenica, intende raccontare a teatro quello che rappresenta un tabù dei nostri giorni: il tema della morte e della sua percezione in rapporto a una società che anela spasmodicamente alla giovinezza, che fa dell’edonismo e dell’apparenza i pilastri fondamentali dell’approvazione altrui e che rigetta il vecchio poiché sintomo di vetusto, di inutile, di scarsa capacità di capire il presente e i suoi cambiamenti. È su questo presupposto che gli autori (Pechini e Lamberti) costruiscono una drammaturgia che affronta la paura della morte, o meglio di come imparare a vivere, pur consapevoli della propria finitezza, in un presente fatto di incertezza ma anche di indecifrabile unicità e bellezza.

Gli autori si avvalgono della capacità attoriale di Balducci, attore poliedrico e brillante che domina il palcoscenico. Balducci alterna a momenti comici, anche attraverso la sua ben consueta interazione con il pubblico, altri di riflessione filosofici, storici e culturali. Il risultato di questo spettacolo è una miscellanea di racconti, testi e riferimenti in cui si passa da Kierkegaard a  Valeria Marini, con l’intenzione di costruire un racconto che gravita intorno al tema della morte, ci scherza sopra con una comicità talvolta dissacrante, ma che fa anche profondamente riflettere. La corsa verso il successo, la società della performance, il bisogno di approvazione altrui illudono l’esistenza individuale che quella intrapresa è la strada giusta per l’affermazione personale; forzatamente omettendo il tentativo di apprezzare il nostro corpo, le relazioni umane e la vita quotidiana come un’opportunità unica per apprezzare ogni giorno l’unicità che ogni storia umana riesce ad esprimere nella sua essenza più genuina.

Lo spettacolo è da apprezzare sia per il contenuto portato in scena, sia per l’interpretazione di Balducci che, nella caricatura dei racconti, nei lip-sync e nei balletti dissacranti sulle voci di alcune famose citazioni social decostruisce le convenzioni sociali e ci offre uno sguardo alternativo, forse necessario, per decifrare l’umanità dei nostri giorni.

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