Il Museo Darwin-Dohrn sito nella Villa Comunale è stato teatro della rassegna “IN ALTRO MARE – incontri con le creature degli abissi” a cura di Baba Yaga Teatro.
L’iniziativa promossa dal Comune di Napoli in occasione del Maggio dei Monumenti è consistita in tre serate, dal 30 maggio al 2 giugno, dirette da Rosalba Di Girolamo. La rassegna ha adottato una mise en scène minimalista in cui sono voce e musica a dare corpo e colore al racconto e la cornice solenne del museo, esso concepito seguendo il modello architettonico delle chiese, ha donato sacralità all’eccelsa interpretazione degli attori e alle grandi opere della letteratura recitate.
Il 2 giugno, la rassegna si è conclusa con Lighea: la sirena tratto da Tommasi di Lampedusa, un’opera sorprendentemente meno nota dell’autore, ricca di intense emozioni e suggestioni.
Paolo Cresta al microfono, accompagnato dalla chitarra di Carlo Lomanto, ha dato voce al racconto e vita alla già vivida descrizione dei paesaggi e dei protagonisti.
Due mondi a confronto, quello della purezza, magico e immortale, e quello di “voi altri” a cui piace mischiare i sapori e, citando testualmente il maestro, “il riccio deve sapere anche di limone, lo zucchero di cioccolata e l’amore anche di paradiso”. Ivi s’incontrano essenziale ed esistenziale.
In scena viene raccontata un’amicizia tra due uomini distanti per età, ceto e studi, ma compaesani siculi, entrambi emigrati. Nel consolidarsi dell’affetto tra i due, emergono anche i profumi della Sicilia e il suo caldo mefistofelico, l’architettura di Torino, la fuga e la nostalgia, il realismo magico di una sirena in carne ed ossa più concreta dei saccenti e pedanti accademici.
La sirena Lighea è l’unica in grado di amare e ricevere amore in una terra incapace di prendersi cura della propria terra, dilaniata da guerre e inettitudine.
Il pubblico ride e si emoziona, si sente chiamato in causa e resta in sospeso, sul filo della storia e in bilico sulla sedia; non solo gli occhi languidi, ma tutto il corpo è coinvolto. Protesi in avanti, gli spettatori cadono vittima della stessa sorte dei protagonisti del racconto: l’espressione massima della meraviglia e della bellezza sfugge all’uomo, ma lo attraversa e gli riempie il cuore e l’animo.
Uno spettacolo delicato e allo stesso tempo brutalmente sincero.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
