Recensioni

Presentata alla Sala Giunta della Regione Campania la diciassettesima edizione del Campania Teatro Festival

Battiti per la libertà è il titolo che si è voluto assegnare alla diciassettesima edizione del Campania Teatro Festival, l’ottava con la direzione artistica di Ruggero Cappuccio, in programma dal 21 settembre al 15 dicembre. Non è forse un caso che il termine battiti compaia nello slogan di questa nuova edizione del Festival. È la dimostrazione di una rassegna culturale che, nonostante le innumerevoli complicazioni che avevano seriamente pregiudicato l’edizione di quest’anno, dimostra la sua piena vitalità attraverso una proposta artistica che vanta 40 spettacoli tra sezione internazionale e prosa nazionale. Nel corso della conferenza stampa, anche il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha sottolineato il ruolo fondamentale del Campania teatro Festival nell’attuale contesto culturale nazionale. Ruolo non meramente simbolico, ma evidentemente concreto, in ragione delle numerose maestranze che prendono parte a questa rassegna teatrale e delle interessanti proposte artistiche che, come tratto caratterizzante sotto la virtuosa direzione di Cappuccio, vuole privilegiare la drammaturgia contemporanea e le giovani proposte. Il CTF 2024 è, dunque, la manifestazione tangibile di un battito artistico che, con convinzione e con coraggio, porta avanti la sua proposta teatrale in una regione che fa della politica culturale un suo elemento distintivo.

Il Festival, organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival presieduta da Alessandro Barbano, prevede tra gli artisti internazionali nomi del calibro di Bob Wilson, Euripides Laskaridis, Nat Randall e Anna Breckonm Patrick Blenkarn e Milton Lim, Antonio Latella e Maria Kallimani, per passare sul versante italiano con Neri Marcoré, Michelangelo Dalisi, Euridice Axen, Davide Sacco e Jacopo Gassman. Come da prassi, il Festival, pur avendo come epicentro il capoluogo campano, si svilupperà per l’intera regione, facendo tappa quest’anno alla Reggia borbonica di Portici, al teatro Solot di Benevento, al teatro Comunale di Caserta e a Palazzo Coppola di Valle-Sessa Cilento (SA).

È certamente ancora presto per tirare bilanci (quantomeno dal punto di vista culturale, visto che – fortunatamente – sotto il profilo amministrativo proprio la revisione del bilancio regionale ha permesso la realizzazione del CTF), tuttavia un elemento emerge con preponderanza: il coraggio di una comunità artistica che continua a portare avanti un progetto culturale che, pur se con tempistiche e forme differenti da quelle convenzionalmente accordate ai Festival degli anni precedenti, dimostra la sua linea di continuità, rappresentata ad esempio dall’ampia fruizione attraverso i prezzi popolari, dal dialogo con altre iniziative culturali che interesseranno la regione (tra tutte, il Campania Libri Festival), dalla presenza di una proposta internazionale di tutto rilievo e dalla prosa nazionale che prevede la commistione tra la musica e il teatro, le giovani proposte e gli interpreti più affermati.

Nei prossimi giorni verranno comunicate attraverso i canali social del CTF le date di apertura della biglietteria. Non resta dunque che augurare a questo Festival un rinnovato successo artistico anche per questa nuova edizione che, pur cambiando (seppur relativamente) nelle forme e nelle date, continua a rappresentare uno dei più interessanti progetti teatrali a livello nazionale.

©RIRPODUZIONE RISERVATA