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Note a margine – I Gordi, regia di Riccardo Pippa

CTF 2024 – Al teatro Mercadante il 28 settembre

Davanti alla morte un rispettoso silenzio e le poche parole pronunciate scivolano via con le lacrime. L’atmosfera è sacra, nel paradosso dei funerali in cui aleggia un’aria di attesa per chi di tempo più non ne ha. Da questo paradosso nasce la commedia, amara per l’ironia della sorte, ma delicata e rispettosa per la caducità umana.

Note a Margine, della compagnia dei Gordi, prodotto dal Teatro Franco Partenti di Milano, TPE e LAC e diretto da Riccardo Pippa, è andato in scena il 28 settembre al Mercadante in occasione del Campania Teatro Festival.

La compagnia vanta importanti riconoscimenti, come il Premio Hystrio-Iceberg nel 2019 e il Premio nazionale della critica teatrale l’anno seguente. Unanimemente, la critica è concorde nel considerare i Gordi come una realtà distintiva del panorama teatrale italiano contemporaneo, per l’attenzione ad un teatro più fisico che verbale e per l’universalità dei temi che porta in scena con raffinata ironia.

In Note a margine la trama è apparentemente lineare e familiare. Lo spettacolo si apre con una bara, attorno alla quale si riuniscono amici e parenti per ricordare la defunta, dopo il commiato, la bara si chiude e viene portata via. Simultaneamente, però, la storia si muove anche in un’altra direzione, o forse, in un’altra dimensione.

La defunta è una giovane donna ricordata da tutti come ricca di energia ed entusiasta; la sua presenza riempiva le giornate a tal punto che al cordoglio è visibile la percezione che ella sia ancora tra i suoi cari, per dargli un ultimo bacio, per stringerli ancora a sé.

Le note al margine sono i discorsi e le cerimonie che al margine di una vita conclusa tentano ancora di aggiungere un ultimo significato, di sottolineare l’importanza di ciò che è stato vissuto. Ed è proprio in queste note, in questi ricordi e frammenti di umanità, che si genera la risata del pubblico. Una risata che riconosce, con affetto e tenerezza, la buffa e commovente volontà di trattenere chi ormai è andato.

Lo spettatore sorride, guardando le foto della defunta e ascoltando la lista interminabile dei nomi di chi le rende omaggio. Si diverte osservando l’imbarazzo di chi, per riempire l’attesa, si perde in piccoli gesti insignificanti, come preparare un caffè o sistemare le candele con una cura eccessiva.

Quando entra in scena la figlia della defunta, però, qualcosa cambia. In quel momento, il pubblico percepisce che tutte quelle note a margine erano forse un tentativo di allontanare l’inevitabile: il confronto con una bambina la quale, abbassando il cappuccio del suo impermeabile, scopre che nella vita esiste anche la morte.

Lo spettacolo si conclude con dei gesti, nel silenzio, come nel silenzio si è aperto. Il motore di quei ultimi gesti, però, è diverso da quello iniziale: la scena è stata attraversata dai ricordi, dalle parole e dalle presenze, da un rito che ha dato forma al dolore. Anche lo spirito della donna ha danzato tra i presenti, regalando scherzi, piccoli dispetti e carezze nel rispetto del loro lutto.

In Note al margine l’umanità si ritrova, fragile, ma resistente, capace di sorridere anche quando il cuore è colmo di lacrime.

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