Recensioni

Marco Polo e Giacomo Leopardi al CTF 2024 nelle letture di Bassi e Di Palma

Al Campania Teatro Festival 2024 il 3 e il 5 ottobre 2024

La Fondazione Campania dei Festival ha proposto due interessanti appuntamenti, rispettivamente il 3 e il 5 ottobre, che intrecciano i due eventi da loro organizzati nella programmazione culturale autunnale per la regione Campania: il Campania Teatro Festival e il Campania Libri Festival, entrambi sotto la direzione artistica di Ruggero Cappuccio.

Si tratta di due letture, in forma teatrale, rispettivamente di Marco Polo e Giacomo Leopardi. Il primo reading, andato in scena il 3 ottobre, si intitola Marco, un giovane sognatore, esclusiva di Vivere d’Arte Eventi, con la regia di Gabriele Zanini. In scena ci sono Ettore Bassi e l’accompagnamento musicale della fisarmonica del Maestro Attilio Galizia. A settecento anni dalla scomparsa di Marco Polo, lo spettacolo intende raccontare l’esploratore veneziano in una chiave di lettura alquanto interessante: non ci si limita, in questo caso, alla lettura de Il Milione di Polo, anzi, quella che viene portata in scena al Teatro Sannazaro è una storia diversa e altrettanto suggestiva del viaggio sulla Via della seta fino alla Cina imperiale. La pregevolezza del testo risiede, dunque, nella capacità di descrivere il ben noto viaggio di Marco Polo offrendo una prospettiva di racconto alternativa, in cui è la voce di un ragazzo a narrare le emozioni, i profumi e i colori delle terre lontane, che verranno poi raccontate nella sua opera letteraria. L’accompagnamento musicale di Galizia permette, inoltre, di scandire i diversi momenti della lettura di Bassi, rendendo l’ascolto coinvolgente e complessivamente coerente con l’esecuzione scenica.

Marco, un giovane sognatore. Foto di Sabrina Cirillo ©

Il secondo spettacolo si colloca nel solco di un più ampio programma letterario dedicato a Giacomo Leopardi dal titolo Le voci dell’infinito, a cura della regista Nadia Baldi, segnando un’interessante collaborazione tra Campania Teatro Festival e Campania Libri Festival. Il progetto ha visto in scena Gea Martire, gli attori della Compagnia NB, Claudio Di Palma e Anna Foglietta come voci narranti, che esplorano l’universo leopardiano da alcuni degli infiniti piani di lettura che il poeta recanatese ha regalato nel corso della sua produzione letteraria. A Claudio Di Palma, in scena il 5 ottobre al Teatro di Corte di Palazzo reale di Napoli, spetta l’arduo compito di curare la mise en voix di quattro Operette morali: si tratta del Dialogo di Federico Ruysh e delle sue mummie; del Dialogo di Malambruno e di Farfarello; del Dialogo tra Sole e Copernico e, da ultimo, del Dialogo di un venditore d’almanacchi e di un passeggere. Quattro operette tra le più celebri, che riflettono sui più svariati temi della condizione umana e della ricerca della felicità, del rapporto con l’infinito e del senso del vivere e, ancora, sulla disillusione rispetto alla tradizionale idea di progresso e di felicità. Di Palma legge e interpreta Giacomo Leopardi con il suo chiaro tratto artistico, in grado di tenere insieme il disincanto con l’ironia, il sorriso con la malinconia. Ed è in questa cifra di stile che si regala al pubblico uno spettacolo brillante, in cui l’attore si traveste e si infila nei panni dei tanti personaggi che affollano la mente (e le pagine) di Leopardi.

Operette morali. Foto di Salvatore Pastore ©

Non è certamente facile trovare un tratto accomunante tra Marco Polo e Giacomo Leopardi. Il 3 e il 5 ottobre, le voci di Bassi e di Di Palma raccontano due grandi uomini che hanno fatto la storia della letteratura italiana, permettendo al pubblico di riflettere sul senso del viaggio come esperienza: per Polo in grado di ampliare la comprensione del mondo per i suoi contemporanei, per Leopardi come scoperta interiore e filosofica, esplorando i limiti della conoscenza umana. O, ancora, si potrebbe ragionare circa lo sguardo critico sul mondo che caratterizza tanto Polo, nel descrivere con entusiasmo seppur con pari obiettività le bellezze dell’Oriente, quanto Leopardi, nell’adottare una visione talvolta disillusa ma evidentemente verosimile della condizione umana. Ma, più di tutti, quello che li accomuna è la scoperta dell’altro e del nuovo: l’intenzione di ampliare gli scenari dello scibile umano attraverso la ricerca di terre lontane o un viaggio filosofico interiore che, rispettivamente, ha alimentato la loro voglia di raccontare la realtà da punti di vista differenti, seppur complementari tra loro.

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