Recensioni

Non tutti sanno che, coreografia di Elisa Barucchieri – RexExtensa Dance Company

Al Teatro Piccolo Bellini il 12 e 13 ottobre

Giovani danzatori in uno spazio-tempo definito che, però, muta in relazione alla musica, alle luci, al contatto o al mancato contatto tra i partener. Una coreografa li guida nella ricerca di una forma, prima da indagare e poi da mostrare con pienezza sulla scena.

Elisa Barucchieri, coreografa della compagnia Rexestensa Dance Company, si rivolge al pubblico con parole dirette “Noi dobbiamo meritarcelo di stare qui sopra [sul palco]” e in Non tutti sanno che, al Teatro Piccolo Bellini il 12 e 13 ottobre, offre un assaggio della fatica e dello studio dei suoi allievi che lavorano instancabilmente per guadagnarsi quello spazio sopraelevato e illuminato quale è il palcoscenico.

Serena Angelini, Giorgia Giannini, Fabiana Mangialardi, Giulia Pagnotta, Federica Priore, Andrea Tenerini, Cosimo Zingaropoli, Giulia Maffei sono i ragazzi che, letteralmente, al comando di uno schiocco di dita assumono nuove forme, tessono trame ed esplorano storie diverse.

Lo spettacolo presenta poche coreografie già stabilite, lasciando ampio spazio a ciò che potremmo definire una sapiente improvvisazione. I giovani danzatori si esibiscono su brani mai ascoltati prima, ma possiedono gli strumenti e la sensibilità necessari per mantenere l’armonia e la connessione, sia con il proprio corpo che con l’ambiente circostante.

Tra il pubblico un’assistente di Elisa Barucchieri chiede agli spettatori di scegliere un titolo da una lista di 22 brani sconosciuti ai danzatori ed è proprio in quel momento che, con estrema chiarezza, sia per gli occhi esperti che per quelli meno avvezzi, emerge quanto sia appropriata la definizione di danza come movimento consapevole.

Questo termine fu coniato da Alwin Nikolais, uno dei pionieri della danza moderna e del teatro astratto, a cui lo spettacolo rende omaggio. Nikolais ha fondato una scuola propria, rivoluzionato l’uso della luce di taglio sulla scena, e lasciato un’eredità duratura, formando grandi maestri, tra cui Carolyn Carlson, maestra della stessa Barucchieri.

Tra ricordi ed aneddoti di una coreografa che ha avuto la fortuna di lavorare con i grandi della scena, i danzatori diventano trasparenti in favore della danza. I pochi elementi di scena gradualmente appaiono sul palco e tra le mani dei ragazzi si animano. Tre torce, un drappo rosso, tessuti elastici e un telo bianco non sono passivamente soggetti al movimento, ma da motion diventano emotion.

Elisa Barucchieri sottolinea come le emozioni che hanno attraversato il racconto e concretamente il corpo degli interpreti, nascono solo quando si è veramente aperti all’altro, in una dimensione di collettività e famiglia. “Da soli si può essere anche in salute, ma non sani” afferma la coreografa, e senza questo scambio di energie, la magia della danza non potrebbe esistere.

Allo stesso modo, Non tutti sanno che non può esistere senza il pubblico, coinvolto in più momenti dello spettacolo. Gli spettatori stessi offrono indicazioni ai danzatori, e questa interazione diretta diverte e incuriosisce, creando un’atmosfera di partecipazione e connessione, rendendo ogni esibizione unica e irripetibile.

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