Recensioni

Taxi a due piazze – di Ray Cooney, versione italiana di Gianluca Ramazzotti

Al Teatro Diana di Napoli dal 30 ottobre al 10 novembre

La celebre commedia Taxi a Due Piazze di Ray Cooney, rappresentata per la prima volta nel 1984, torna in palcoscenico con una svolta innovativa e tutta al femminile. Lo spettacolo, in scena al Diana fino al 10 novembre per la regia di Chiara Noschese, vede in scena come protagonista Barbara D’Urso, al suo debutto teatrale con una commedia che riesce a essere abilmente costruita sulla personalità eclettica dell’artista napoletana. L’adattamento italiano, curato da Gianluca Ramazzotti, rispolvera e rinnova abilmente il testo di Cooney, adattandolo ai nostri tempi e capovolgendo le dinamiche classiche della storia.

In questa inedita versione di Taxi a Due Piazze, Barbara D’Urso interpreta una tassista bigama che si destreggia tra due vite parallele: un marito a Piazza Risorgimento e un altro a Piazza Irnerio. La D’Urso, nel ruolo della protagonista alle prese con il difficile equilibrio tra segreti e malintesi, regala una performance esilarante e congeniale al suo ruolo, che la drammaturgia classica assegna invece ad un personaggio maschile. Quello di Giulia è, infatti, un personaggio tanto astuto quanto divertente: da un lato, vuole prendersi il meglio dei rapporti sentimentali che intercorrono tra lei e i due – diversissimi – uomini che frequenta; dall’altro, lo sfortunato incidente che la vede coinvolta durante il turno di servizio mette seriamente a rischio la rigida ripartizione nella gestione del suo tempo libero tra i due mariti. Al suo fianco, Rosalia Porcaro interpreta l’amica complice e confidente, portando in scena una comicità vivace, oltre che a una evidente esperienza teatrale in grado di incardinare la rappresentazione su tempi comici ben adeguati a questo genere teatrale.

Accanto alle protagoniste, Franco Oppini e un cast talentuoso, composto da Giampaolo Gambi, Barbara Terrinoni, Gennaro Silvestro e Nico Di Crescenzo, sostengono con brillantezza il ritmo frenetico delle situazioni paradossali che si susseguono. Le interazioni tra i personaggi sono piene di boutades e di battute frizzanti, tutte ben orchestrate dalla regia della Noschese, che dosa i tempi comici con le tensioni narrative di questo testo. Interessante anche l’intuizione scenografica, che prevede un grande divano (per ricordare le due piazze del titolo dello spettacolo), in cui si svolge gran parte della rappresentazione. Questo divano è, quindi, elemento comune in cui i diversi protagonisti riescono a tracciare quel sottilissimo ma latente filo di tensione che lega le vicende che avvengono simultaneamente nelle abitazioni dei due uomini.

Taxi a Due Piazze, nell’allestimento in scena al Diana di Napoli, si conferma una scelta interessante, grazie alla capacità di rispettare lo spirito originario della commedia di Cooney, pur ribaltando il contesto narrativo che, nella drammaturgia originale, prevedeva un uomo tassista e due donne inconsapevoli dell’intreccio amoroso. Grazie a questo espediente drammaturgico, la rappresentazione riesce non solo a rendere protagonista un personaggio dello spettacolo molto apprezzato dal pubblico televisivo come la D’Urso, ma anche a restituire una chiave di lettura del testo più ampia, in grado di giocare sui contesti e sulle situazioni e capace di valorizzare la caparbietà femminile, attraverso una donna indipendente e scaltra che non può che suscitare la simpatia del pubblico che assiste alle sue vicende amorose.

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