Recensioni

Ditegli sempre di sì, di Eduardo De Filippo- regia di Domenico Pinelli

Al Teatro Nuovo di Napoli dal 7 al 10 novembre 2024

Come è noto, quest’anno ricorrono i quarant’anni dalla morte del grande Eduardo, figura complessa al punto da apparire estremamente difficile racchiudere in un’unica qualifica i volti, i personaggi e le storie che De Filippo riesce a creare nella sua copiosa drammaturgia. Eduardo è stato attore, drammaturgo e infine impresario, segnando un momento di svolta nella storia del teatro del ‘900: da un lato, epigono di Pirandello e del nuovo modo di concepire il senso e il valore del teatro, dall’altro, prosecutore di diritto della grande commedia napoletana.

Ditegli sempre di sì è una commedia che appartiene alla “prima” fase drammaturgica di Eduardo, scritta a 27 anni e per questo motivo presente nella Cantata dei giorni pari. È, altresì, una delle fortunatissime commedie di De Filippo, inizialmente intitolata Chill’è pazzo!, quando Eduardo la scrisse per la compagnia del fratellastro Vincenzo Scarpetta, successivamente avocata a sé, con il nome con cui è conosciuta anche oggi, operando una riscrittura del testo in grado di valorizzare i ruoli del fratello Peppino e della sorella Titina.

A portare in scena un nuovo allestimento di questo testo è Domenico Pinelli, nel ruolo anche del protagonista dello spettacolo, Michele Murri, uomo di recente uscito dal manicomio, ma che continua a confondere la realtà con la fantasia, vivendo in una costante ambiguità che gli impedisce di discernere ciò che avviene nella sua mente da ciò che realmente accade nella vita quotidiana. Al fianco di Pinelli, in scena, troviamo Mario Autore e Anna Ferraioli Ravel, completando il trio già ben noto cinematograficamente, grazie all’opera di Sergio Rubini I fratelli De Filippo, che aveva visto protagonisti proprio i tre attori nel ruolo di Eduardo, Peppino e Titina. Invero, in questo allestimento Pinelli prende il ruolo di Eduardo e Autore quello di Peppino, mantenendo inalterato solo il ruolo di Titina, ma poco importa ai fini della rappresentazione qui proposta: il risultato è un allestimento composto da una compagnia giovane (in palcoscenico ci sono anche Gianluca Cangiano, Mario Cangiano, Luigi Leone, Antonio Mirabella, Laura Pagliara, Vittorio Passaro, Lucienne Perreca, Silvia Salvadori ed Elena Starace) che riesce a ripercorrere quei tratti comuni delle prime rappresentazioni eduardiane, con il giovane trio dei De Filippo in scena, pronti a far divertire ma anche a sorprendere lo spettatore con un testo carico di umorismo drammatico.

Ditegli sempre di sì, pur essendo nella produzione iniziale della drammaturgia di Eduardo, presenta innumerevoli complessità dal punto di vista scenico. Anzitutto, perché è un testo che si è prestato ad essere rappresentato spesso a livello amatoriale, in ragione della comicità pervasiva di cui esso si connota. In secondo luogo, proprio in ragione del primo punto, perché è una commedia ben nota al pubblico, soprattutto napoletano, che già conosce, quindi, le varie vicende che stanno per accadere in scena. In terzo luogo, perché è un copione carico di situazioni comiche che si vengono a determinare sulla scena, pur essendo esplicita intenzione di Eduardo sottolineare l’elemento drammatico sotteso alla pazzia, che verrà ripreso nelle successive produzioni drammaturgiche (tra tutte, La grande magia e Le voci di dentro) ma che in questo testo presenta, in forma quasi larvata – e per questo motivo ancora più difficile da far emergere in scena – gli elementi di buio e di vuoto esistenziale, caratterizzanti del messaggio artistico-culturale di Eduardo. A questo si aggiunge che l’allestimento di Ditegli sempre di sì, prodotto da Gli ipocriti di Melina Balsamo, ha l’onore e l’onere di aprire la stagione teatrale del Teatro Nuovo di Napoli.

La sfida in questo caso è quadruplicata e chiaramente vinta. Ditegli sempre di sì, nell’allestimento di Pinelli, è uno spettacolo che riesce a valorizzare gli elementi comici del testo, pur calcando con attenzione registica il suo tratto drammatico. L’essenzialità della scena e il disegno di luci riescono a sottolineare la distanza tra la realtà e l’immaginazione, tra la vita reale e la follia che, a partire dalla mente di Michele Murri, incomincia a prendere forma nella vita reale. L’allestimento riesce efficacemente a rappresentare quel climax drammaturgico che parte dalle incomprensioni e dai giochi di scena, esclusivamente comici, per quindi tessere intorno alla malattia di Murri un pericoloso e tragico sviluppo che segna il passaggio dalla commedia al dramma.

Uno spettacolo divertente, ben costruito dal punto di vista scenico e che riesce a valorizzare le capacità registiche e interpretative di tanti giovani attori che in questo modo riescono a valorizzare il patrimonio drammaturgico di Eduardo. Non resta che augurarsi che anche altri teatri riescano a capire quanto i giovani possano innovare e dare valore alla tradizione, oltreché, con particolare riguardo a questa compagnia, di portare avanti questo interessante percorso di ricerca teatrale su De Filippo.

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