Al teatro Piccolo Bellini dal 12 al 17 novembre
La scena è essenziale e simbolica in De/frammentazione: un lungo tavolo, quattro sedie, una luce da lettura e uno schermo che proietta capitoli e frammenti della storia. Un contesto scarno che enfatizza il potere della parola; il testo è, infatti, il protagonista assoluto dello spettacolo e non in senso figurato. La didascalia, elemento abitualmente invisibile, prende vita come personaggio a sé, interpretato a turno dai tre attori. Questi danno volto e presenza ai ruoli di Zero (Roberto Marinelli), Uno (Michele Magni) e Moglie (Francesca Borriero) figure archetipiche che piangono, urlano, gioiscono, s’innamorano e muoiono senza che i corpi fingano di provare quello che non c’è: è la voce della didascalia a restituire verità ed emotività al racconto.
Zero e Uno sono migliori amici, Uno e Moglie sono sposati, ma Uno non è uno qualsiasi, Zero realizza di valere meno di zero e a Moglie, forse, il ruolo di moglie inizia ad andarle stretto. Giochi di parole buffi, ma che raccontano di un dramma profondo. La precaria condizione umana, l’imperfezione, l’inaspettato e il desiderio di amare, di fidarsi, di accettazione, di genitorialità. Temi esistenziali affrontati con una pungente ironia che fanno riflettere lo spettatore mentre gli sfugge una risata. De/frammentazioni. Dramma Assoluto con Incursioni a Latere di Io Epico ovvero UNA STORIA DI IMPOSSIBILITÀ fa ridere perché la storia è dichiaratamente assurda, volutamente incredibile già dal pomposo titolo dello spettacolo, tuttavia sotto l’apparente nonsenso si celano domande esistenziali di grande peso, attraversate da una filosofia che stimola pensieri complessi pur mantenendo un’irresistibile leggerezza teatrale. Uno spettacolo che gioca sul confine tra il ridicolo e il sublime, invitando lo spettatore a riflettere e riconoscersi in quei frammenti di vita nascosti tra le righe della finzione.
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