CTF 2024 – Sala Assoli dal 10 al 11 dicembre
I’m Sorry è un monologo diretto da Jan Fabre e interpretato da Stella Höttler. Un testo scritto a quattro mani dal regista e dall’attrice, pensato su misura per la performer.
In I’m Sorry, la Höttler si scusa per la sua bellezza antica e démodé mentre due grandi schermi alle sue spalle proiettano a specchio frammenti di tutta la sua pelle senza alcuna censura.
Questo spettacolo, dal 10 all’11 dicembre alla Sala Assoli in occasione del Campania Teatro Festival 2024, porta in scena una forza uguale e contraria a Io sono un errore (già recensito sul nostro giornale), altro monologo diretto da Jan Fabre e anch’esso presentato a Napoli durante il Festival.
In Io sono un errore la protagonista è soffocata dalla colpa e al contempo indissolubilmente legata all’intimo piacere di essere considerata sbagliata e sovversiva; in I’m Sorry, invece, anche Stella Höttler si compiace della sua natura anticonformista, ma il suo scusarsi è più ironico e non c’è senso di colpa che la tange.
Un corpo esile ma potente, come dipinto da un pittore fiammingo, dai seni comparabili a un Botero e i nei sono il segno delle labbra degli angeli, tanto ammaliati dalla sua bellezza da spingersi nel baciarla fino alla vulva.
La Höttler porta in scena una donna bionda, bianca vestita di bianco, curata, eterosessuale che sfida le risate dei moralisti della società attuale, in cui si elogia il diverso e si imputa come sbagliato l’essere straight, convenzionale.
L’allusione alla derisione compare solo sporadicamente durante lo spettacolo, a testimonianza della determinazione della donna di mettere a tacere le aspettative sociali contrapponendo ai giudizi del panorama culturale contemporaneo i suoi ideali di bellezza e autenticità.
Nel suo essere classica, si sente dea, forza della natura, perfetta. Scende dall’Olimpo, è la prima donna in teatro e musa ispiratrice. L’energia che la pervade è indomabile e la libera sul palco: batte i denti per mostrare la forza della sua mandibola, fa musica con le mani sul petto, danza tra le sue suadenti forme e celebra l’amore che prova per il suo ragazzo.
Gli altri, i conformisti di quest’epoca, sono paragonati a pesci intrappolati in un’ampolla, incapaci di comprendere il suo amore per la propria immagine, i suoi valori e i suoi desideri.
I’m Sorry si presenta come un’ode alla libertà individuale e all’autoconsapevolezza.
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