Al Teatro Eduardo De Filippo di Arzano il 9 gennaio
Dov’è l’altrove se non aldilà della propria zona di comfort, oltre quel limite che ci si autoimpone nel timore della caduta? Rinchiudersi nelle proprie certezze annulla o va incontro al rischio di dimenticarsi la propria identità e il senso delle cose?
In Altrove la Contessa (Cristiana Capolino) si ritrova, suo malgrado, a dover affrontare queste domande esistenziali a causa della severità della vita, che incurante dei desideri degli uomini non si ferma nemmeno se la s’implora di recuperare solo un attimo di fiato.
Di fronte l’irriverenza del tempo che passa, la Contessa si isola nella sua monade di pensiero rendendosi cieca alla non gradita realtà. Attraverso una dimensione onirica e assurda, lo spettatore ricomporrà a piccoli passi la storia della donna, interrogandosi anche egli sui propri sogni irraggiungibili, sul ruolo e i doveri che si è dato e sull’incidenza del destino nella propria vita.
Scritto e diretto da Ettore Nigro, Altrove prende ispirazione dai testi di Gurdjieff, dalle opere Il legame tra i vivi e i morti, La vita tra la morte e una nuova vita di Rudolf Steiner e Lo specchio nello specchio di Michael Ende.
Chiari i riferimenti anche ai canoni buddisti e ogni parola è ponderata e carica di significato. Il regista caratterizza lo spettacolo con caos ed esagerazioni che emergono non solo dallo stile attoriale, dai costumi pomposi e dagli oggetti di scena che cambiano continuamente di posto, ma anche lo stesso testo, con ironia, si (auto)giudica eccentrico. Un esempio è il dialogo in cui la Contessa accusa un teatrante (Dario Esca) di esasperare il tutto ed egli se ne compiace, sperando di poter generare sempre più confusioni e disordini.
Mario Autore ha composto le musiche dello spettacolo e le coreografie sono state curate da Ettore Nigro. La scenografia di Giancarlo Minniti è realizzata interamente da materiali di recupero e il colore blu ne fa da protagonista, per eccettuare la dimensione onirica della storia.
Altrove, co-prodotto da Piccola Città Teatro e Arena (Accademia di Recitazione Napoli), debutta il 9 gennaio al teatro Eduardo De Filippo di Arzano, in occasione della rassegna Teatro D’Innovazione. In scena attori under trenta (il più giovane è la protagonista diciottenne) diplomati ad Arena e avviati al lavoro professionale.
Una drammaturgia densa che per essere sostenuta richiede la concentrazione e la sicurezza di un funambolo, figura citata in scena proponendo nuovamente un gioco meta-testuale in cui si fa riferimento ai personaggi e contemporaneamente commenta lo spettacolo stesso. Gli attori, seppur ancora in una fase iniziale del loro percorso artistico, sono riusciti a trovare questa precisione da equilibristi con approccio genuino e una promettente sensibilità.
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