Recensioni

S-Enz , sui testi di Enzo Moscato con Giovanni Ludeno, Massimo Cordovani e Roberto Cyop

We Love Enzo 2024 – Alla Sala Assoli dal 14 al 15 gennaio

Dopo Signurì Signurì alle Officine San Carlo (già recensito per questo giornale), il secondo appuntamento della rassegna We Love Enzo è S-Enz, uno spettacolo manifesto della poetica di Moscato che racchiude frammenti delle sue opere e accompagna lo spettatore in una profonda riflessione sul senso del teatro e sulla percezione dell’assenza.

Giovanni Ludeno, al leggio sulla destra della scena, con il volto dipinto di bianco e la luce di taglio incarna l’archetipo dell’attore. La sua figura, sospesa tra il passato e il presente, è quasi spettrale e irresistibilmente magnetica. Il corpo, fermo di fronte al pubblico, irradia una forza invisibile, mentre lo sguardo, i gesti, la voce e il respiro lo proiettano in un viaggio nei meandri dei testi di Moscato.

Ludeno racconta di un teatro lontano dai silenzi eduardiani che preparano lo spazio in cui le battute possono risuonare. Questo, però, non significa che le opere di Moscato siano dominate da soli rumori e disordini, anzi. L’autore stesso ci rivela che i silenzi abitano già dentro le parole scelte, per la loro densità di significato e la capacità di rivelare verità nascoste. Le sue parole, spietate e disarmanti, sono tra le più oneste che si possano ascoltare, abili nel mettere a nudo l’anima.

Ludeno non si limita a “re-citare” questa poetica, ma ne è pervaso. Nel suo modo di selezionare e interpretare i testi, traccia un percorso che illumina la natura propria del teatro: un intreccio indissolubile tra gioco e follia, morte e vita, artificio e realtà.

È un teatro che non teme di affrontare il caos dell’esistenza, trasformandolo in un linguaggio universale capace di interrogare e sconvolgere chi lo ascolta.

In questo percorso, Giovanni Ludeno è accompagnato dal polistrumentista Massimo Cordovani e dalle immagini di Roberto Cyop, disegnate sul momento come evocate dalle parole di Moscato.

Sintetizzatore Moog, chitarra elettrica, tamburo armonico Rammerrdrum e un campionatore gestito via computer hanno ricreato un’atmosfera onirica e sospesa, tra ritmi punk e alternative rock. Tra i brani, Indifferentemente di Enzo Gragnaniello assume nuove sfumature e abbraccia un’armonia arricchita da suggestioni elettroniche.

I disegni di Cyop, geometrici e al contempo dinamici, si connotano per il bianco predominante intervallato da pochi tratti rossi che ne risaltano il significato. Ogni immagine viene presto cancellata per fare posto alla seguente, sia per ragioni logistiche di spazio, sia per amplificare il senso della fine, della caducità umana. Tra i momenti più evocativi e simbolici, spicca quello in cui, mentre Cyop cancella l’immagine di una rosa, Ludeno si pone davanti alla proiezione e si lascia annullare, fondendosi con l’atto stesso di svanire e rinascere.

In S-Enz, il teatro, dunque, non è solo un luogo, ma un processo di trasformazione, un inesorabile gioco di sfumature che ci lascia con la sensazione che tutto stia per svanire, ma che al contempo qualcosa di eterno stia prendendo forma. L’eredità di Enzo Moscato, grazie a questo spettacolo, si fa più viva che mai.

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