Recensioni

Sal Da Vinci al Teatro Acacia con le sue “Stories”

Dal 20 febbraio al 2 marzo al Teatro Acacia di Napoli

Torna in scena a Napoli Sal Da Vinci Stories, lo spettacolo che vede l’artista partenopeo esibirsi in un concerto teatrale che racconta la sua musica e le canzoni che lo hanno reso tanto amato dal pubblico.

Anzitutto, va sottolineato che Sal Da Vinci è un artista autenticamente partenopeo, pur richiamando nei suoi spettacoli le origini newyorkesi. Figlio d’arte di Mario Da Vinci, grande interprete della canzone napoletana, la sua carriera si sviluppa lungo un doppio binario tra Napoli e New York, un dualismo che trova piena espressione nello spettacolo in scena al Teatro Acacia fino al 2 marzo.

Sal Da Vinci propone spesso una formula molto apprezzata dal suo pubblico, unendo alla dimensione canora quella di uno spettacolo con venature comiche, grazie a una drammaturgia firmata, oltre che da lui stesso, anche da Ciro Villano e da Luca Miniero (che cura anche la regia dello spettacolo). Il titolo di questo spettacolo è un riferimento alle tipiche storie di breve durata pubblicate sui social network. L’idea è raccontare l’artista attraverso una serie di fotogrammi, ripercorrendo il suo percorso musicale attraverso i momenti salienti – e quindi le canzoni – che hanno reso Sal Da Vinci particolarmente apprezzato dal pubblico.

La dimensione teatrale viene ulteriormente valorizzata dalla presenza in scena di Ernesto Lama, che interpreta un avido manager intento a convincere l’artista a prendere le distanze dal suo repertorio tradizionale per adattarsi alle nuove tendenze musicali. Sal, tuttavia, si oppone fermamente, chiarendo che il suo non è un giudizio di valore sull’evoluzione musicale, ma una rivendicazione della propria identità artistica, caratterizzata dalla capacità di raccontare l’amore con eleganza e con il timbro inconfondibile della sua voce, senza ricorrere ad auto-tune o ad altri artifici tecnologici.

Dal punto di vista musicale, lo spettacolo vanta un ensemble di talentuosi musicisti: Christian Capasso (basso e contrabbasso), Antonio Mambelli e Gianluca Mirra (batteria e percussioni), Maurizio Fiordiliso (chitarre), Giuseppe Fiscale (fiati e tastiere) e Sasà Piedepalumbo (fisarmonica e pianoforte), che accompagnano i numerosi brani proposti durante lo spettacolo.

Il risultato è un concerto teatralizzato che si regge sulla capacità del protagonista di raccontare il proprio percorso musicale, indissolubilmente legato alla sua sfera personale. Il pubblico assiste a momenti di grande commozione, come il ricordo dei primi passi sulla scena accanto al padre, alternati a situazioni di intensa comicità, come la rappresentazione di una sceneggiata napoletana insieme a Ernesto Lama, che strappa risate e applausi al pubblico.

Le scene di Roberto Crea, i costumi di Lisa Casillo, il disegno luci di Francesco Adinolfi e i video di Mariano Soria enfatizzano il dualismo che questo spettacolo vuole proporre al pubblico. Da un lato, la dimensione teatrale viene esaltata da un’ambientazione che richiama gli inizi del percorso artistico di Sal, con uno scantinato scenografico e un baule di fotografie accanto al pianoforte, evocando i momenti più significativi della sua carriera: dalla vittoria al Festival Italiano con Mike Bongiorno alle collaborazioni con Lucio Dalla e Pino Daniele, fino alla partecipazione al Festival di Sanremo del 2008. Dall’altro lato, la scenografia cambia repentinamente ogni volta che Sal intona una nuova canzone, trasformando l’atmosfera scenica e conferendo allo spettacolo un ritmo vivace e coinvolgente.

In questo gioco tra finzione teatrale e realtà, Sal Da Vinci propone al suo manager l’ascolto di un nuovo brano da inserire nel repertorio. Il pubblico comprende immediatamente, già dalle prime strofe, che si tratta di Rossetto e caffè. Il gioco scenico si basa sull’incapacità del manager di riconoscere il valore di questo brano, che nella realtà è ormai un successo conclamato. E così, Sal Da Vinci Stories si conclude con il pubblico in piedi a cantare insieme all’artista questa celebre canzone, che continua a emozionare spettatori di tutte le età.

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