Al Teatro Sannazaro dal 21 al 23 febbraio
Ci sono storie che nascono su un campetto di calcio in cemento, in una periferia che offre poco o nulla per alimentare le speranze di tre giovani ragazzi uniti dalla passione per il pallone. Per Ciro, Dario e Giuseppe, il calcio non è solo una passione che li accomuna, ma anche il mezzo attraverso cui coltivano il sogno di diventare grandi giocatori, magari indossando un giorno la tanto desiderata maglia del Napoli. Quel pallone, però, rappresenta soprattutto un simbolo di riscatto, il primo passo di un percorso che, partendo da un campetto di periferia, mira a un futuro migliore.
Tra la realtà e le proiezioni future dei tre ragazzi si frappone Tonino. Ai loro occhi, questo giovane affiliato alla camorra sembra essere lo strumento ideale per realizzare il loro ambizioso sogno di una carriera calcistica. Nella realtà, però, Tonino si rivela il più grande ostacolo al loro futuro, offrendo loro la possibilità di giocare senza sosta su quel campetto e persino di essere retribuiti, ma a un prezzo altissimo: fare da sentinelle per garantire l’attività di spaccio.
Cuore puro – Favola nera per camorra e pallone nasce dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano, pubblicato nel 2022, e prende vita sulla scena grazie alla riscrittura teatrale e alla regia di Mario Gelardi. Lo spettacolo è una produzione di Sardegna Teatro in coproduzione con Fondazione Luzzati, Teatro della Tosse e Teatro Sannazaro.
In una scena sapientemente costruita (a cura di Vincenzo Leone), prendono vita i tre protagonisti dello spettacolo, le giovani promesse del calcio interpretate da Vito Amato, Emanuele Cangiano e Francesco Ferrante. La loro interpretazione risulta del tutto convincente, riuscendo a mettere in luce, da un lato, la volontà di riscatto sociale attraverso una possibile carriera calcistica, dall’altro, il senso di appartenenza e di solidarietà, elementi che li spingono a ragionare sin da giovanissimi come compagni di squadra capaci di sostenersi a vicenda. Al tempo stesso, la loro prova scenica riesce a restituire con efficacia l’illusione che alimenta le speranze dei tre ragazzi. Le loro proiezioni future si rivelano nient’altro che l’incapacità di cogliere i limiti imposti da un contesto sociale dominato dalla malavita, un ambiente che ostacola ogni reale possibilità di crescita personale e professionale.

In scena con i tre ragazzi troviamo poi Carlo Di Maro e Antonella Romano. I due interpreti si collocano agli antipodi rispetto alla centralità dei giovani protagonisti. Di Maro, nel ruolo di Tonino, rappresenta il più grande ostacolo alla loro reale felicità, il limite più incisivo alle loro possibilità di affermazione. In Cuore puro, Saviano affida a Tonino il ruolo di pars destruens, il punto di rottura che annulla ogni prospettiva di riscatto per i tre ragazzi. Essi vengono adulati dal giovane camorrista, incapaci di percepire sin da subito la pericolosità dell’offerta che quest’uomo mette sul tavolo. Antonella Romano veste invece i panni della madre di Ciro, l’unico personaggio adulto in grado di osservare con lucidità ciò che sta accadendo su quel campetto di periferia. La sua consapevolezza si traduce in un disperato tentativo di ammonimento, ma la sua voce si rivela troppo debole di fronte alla spirale in cui Tonino ha già avvolto i tre ragazzi.
La resa scenica di questo romanzo riesce a mettere in evidenza alcuni aspetti già chiaramente intuibili nel testo di Saviano. Cuore puro non è solo una favola nera, come suggerisce l’esplicito sottotesto della drammaturgia, ma anche il tentativo di immaginare un autentico riscatto sociale per generazioni di ragazzi che nascono e crescono nei quartieri periferici di Napoli senza alcuna prospettiva di un futuro diverso da quello imposto dal contesto in cui vivono. È una provocazione a guardare oltre le promesse personali, a trovare il coraggio di superare lo steccato di un ragionamento limitato al breve periodo, per inseguire una realizzazione autentica, una crescita che possa realmente sottrarsi all’ingerenza della criminalità organizzata.
Cuore puro – Favola nera per camorra e pallone è uno spettacolo che ci ricorda quanti giovani abbiano visto il proprio futuro compromesso senza neanche rendersene conto. Al tempo stesso, ci pone di fronte all’urgenza di abbracciare la causa della giustizia, affinché Napoli possa davvero essere una città libera, capace di offrire ai suoi giovani la possibilità di realizzare pienamente le proprie aspirazioni e di dare nuova linfa vitale al tessuto sociale.
Repliche al Teatro Sannazaro fino a domenica 23 febbraio.
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