Recensioni

Incanti, di Officine dell’incanto – regia di Andrea Rizzolini

Al Teatro Acacia di Napoli dal 7 al 9 marzo

Uno spettacolo di magia non è mai una semplice esibizione di abilità artistiche finalizzate a ingannare lo spettatore. Deve necessariamente offrire un contesto, una storia, una sorta di “bagaglio magico” che prepari il pubblico a ciò che sta per accadere. Su queste premesse arriva a Napoli Incanti, una produzione di Officine dell’Incanto, con la regia di Andrea Rizzolini.

L’idea di partenza è l’analisi della sostanza stessa dei sogni. Da un lato, essi nascono come creazioni mentali, frutto di processi cognitivi che danno vita a immagini talvolta lontane dalla realtà. Dall’altro, i sogni sono il risultato di un’attività neurologica che ha origine nella stessa materia umana. Nel sogno, dunque, si manifesta con evidenza il rapporto tra finzione e realtà. Ed è proprio su questa dualità che Incanti costruisce la sua magia, portandola a teatro, il luogo per eccellenza in cui questi due elementi si fondono.

Il rapporto tra magia e teatro è spesso poco conosciuto, sebbene abbia affascinato numerosi drammaturghi. Basti pensare a La tempesta di Shakespeare, al Faust di Goethe o a La grande magia di Eduardo De Filippo. Come emerge dalle voci dei protagonisti di Incanti, lo spettacolo esplora il passaggio dall’idea del mago, figura legata a un universo distante e a poteri ultraterreni, a quella dell’illusionista: un uomo dotato di straordinarie capacità affabulatorie, capace di mostrare la realtà sotto una luce diversa, pur lasciando intravedere il trucco che rende possibile l’illusione.

In scena troviamo Dario Adiletta, Francesco Della Bona, Niccolò Fontana, Andrea Rizzolini, Filiberto Selvi e Piero Venesia. I sei giovani artisti guidano il pubblico attraverso un viaggio nell’illusione, alternando trasformismo, prestidigitazione e un coinvolgente momento di mentalismo che invita gli spettatori a partecipare attivamente.

In un’epoca segnata dall’incertezza e da una realtà spesso cruda, che spinge l’essere umano a ragionare nella logica del breve periodo, Incanti si presenta come un inno alla magia e alla capacità di lasciarsi sorprendere, trasformando l’immaginazione in realtà. Forse è proprio per questo che lo spettacolo esercita un effetto così positivo su chi lo guarda: ci ricorda che, se davvero lo desideriamo, anche la vita reale può essere migliorata con piccole, ma preziose, dosi di incanto.

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