Comunicati Stampa

Presentata alla Sala Giunta della Regione Campania la diciottesima edizione del Campania Teatro Festival

CTF – Battiti per la pace, dal 13 giugno al 13 luglio

Martedì 18 marzo alla Giunta della Regione Campania è stata presentata la diciottesima edizione del Campania Teatro Festival: Battiti per la pace.

Ruggero Cappuccio (Direttore artistico del CTF) traccia, così, una continuità con l’edizione precedente Battiti per la libertà , sottolineando l’importanza di difendere i propri ideali in un’epoca segnata da profondi sconvolgimenti geopolitici e sociali.

Il Presidente della Fondazione Campania dei Festival, Alessandro Barbano, ha aperto la conferenza stampa rassicurando i presenti sul ritorno del Festival nel suo periodo abituale, dal 13 giugno al 13 luglio (la diciassettesima edizione si era tenuta in via straordinaria dal mese di settembre al mese di dicembre 2024). Il programma prevede 150 spettacoli, 11 eventi internazionali, 68 debutti assoluti e la conferma della multidisciplinarità, elemento distintivo della rassegna.

Il Festival propone una ricca offerta culturale con numerosi progetti, collaborazioni e sezioni tematiche:

  • Pompeii Theatrum Mundi, rassegna teatrale che valorizza il sito archeologico di Pompei;
  • Sezione Cinema, curata da Titta Fiore, presidente di Film Commission Campania, con proiezioni nel Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale dal 29 giugno al 13 luglio;
  • Sezione Musica, verrà inaugurata il 15 giugno con “La traviata sono io”, con la voce recitante di Alessio Boni;
  • Sport Opera, con la partecipazione di artisti del calibro di Peppe Servillo;
  • Sezione Letteratura, curata dallo scrittore Silvio Perrella, che si svolgerà dal 21 al 25 giugno nel Giardino Romantico di Palazzo Reale;
  • Sezione Osservatorio, con 31 spettacoli, di cui 9 dedicati a “Quartieri di Vita”, rassegna di teatro sociale e formazione promossa dalla Fondazione Campania dei Festival.

Durante la conferenza stampa, sono stati rivolti ringraziamenti a figure chiave che hanno contribuito alla realizzazione del Festival. Tra queste, il maestro Mimmo Paladino, che ha donato l’immagine grafica della rassegna, Rosanna Romano, direttrice generale per le politiche culturali e il turismo della Regione Campania, e Paola Ricciardi, direttrice del Palazzo Reale di Napoli, la quale ha sottolineato come il Festival sia in linea con la sua idea di museo: un luogo di connessione tra passato e contemporaneità, capace di generare cultura in modo dinamico e vivo.

Ruggero Cappuccio ha poi espresso rammarico per l’impossibilità di citare tutti gli artisti partecipanti, pur segnalando la continuità delle collaborazioni con figure di spicco come Neri Marcorè, che renderà omaggio a Fabrizio De André il 24 giugno, e produzioni prestigiose come il Teatro Franco Parenti di Milano. Tra i debutti più attesi, ha annunciato Stupida Show!, l’ultima produzione di Carrozzeria Orfeo, in scena dal 17 giugno.

Tra le nuove scoperte artistiche, ha segnalato la partecipazione della giornalista Cecilia Sala, con lo spettacolo da lei stessa scritto e interpretato Una notte a Teheran, e Faustus in Sud Africa di William Kentridge e Handspring Puppet Company, interpretato in tre lingue: italiano, francese e arabo.

Nel suo intervento, Cappuccio ha riflettuto sul concetto di pace evocato dal titolo di questa edizione, affermando che essa può essere raggiunta solo partendo da un equilibrio interiore, per poi estendersi al mondo. Il teatro, in questo senso, diventa strumento di armonizzazione, trasmettendo vibrazioni attraverso la parola, la musica e la danza degli interpreti.

L’ultimo a prendere la parola è stato il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che ha messo in evidenza come i media tendano a raccontare i conflitti in modo semplicistico, riducendoli a una netta contrapposizione tra bene assoluto e male assoluto. Questo, secondo De Luca, porta a un pericoloso declino dei valori democratici.

Per contrastare questa tendenza, ha invitato il pubblico a partecipare al festival con uno sguardo critico e consapevole, ricordando l’analisi della grecista Eva Cantarella sull’Edipo dell’Antigone: un personaggio che, nella sua anzianità, ha compreso come il progresso tecnologico, sebbene rivoluzionario e inarrestabile, possa rivelarsi estremamente pericoloso. Mai come in questi anni, ha concluso De Luca, è necessario vigilare affinché la tecnica non ci sovrasti.

Battiti per la pace è stato quindi concepito come un invito a lottare per l’umanità, attraverso l’arte e il pensiero critico.

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