Recensioni

Dario Fo a Napoli. Storia di un concerto – libro di Nino Marchesano

Colonnese editore, 2025 (per Mazzei Librerie S.r.l.)

Dario Fo a Napoli. Storia di un concerto è molto più di un semplice resoconto di un evento culturale: è un’opera che intreccia memoria, teatro, politica e passione civile.

L’autore Nino Marchesano dichiara sin dalle prime pagine che questo libro nasce da un’esigenza personale e sentimentale: il desiderio di ricordare gli anni Settanta e il legame profondo e vivo tra Dario Fo e la città di Napoli, una connessione che il popolo partenopeo sente ancora oggi.

Anni che hanno lasciato un’eco lunga, con ripercussioni culturali e simboliche che arrivano fino ai primi del Duemila. È in questo solco che si colloca anche il concerto evento di Dario Fo del 4 maggio 2005 al Teatro Augusteo, una sfida che — come il calabrone — prese il volo, forse proprio perché non sapeva di non poterlo fare.

Lo spettacolo del 2005 divenne realtà grazie all’iniziativa di due protagonisti indispensabili. Enzo La Gatta, portavoce de Le Nacchere Rosse, fu tra i primi a ricevere la telefonata di Fo, che propose — con l’urgenza visionaria che lo contraddistingueva — di organizzare un concerto entro un paio di settimane. A trasformare quell’idea audace in un evento concreto fu Lino Vairetti, leader degli Osanna, che si assunse con energia e precisione il peso di un’organizzazione quasi impraticabile. A loro, capaci di rendere possibile l’impossibile e che al tempo credettero in Marchesano come giornalista e testimone, l’autore rende omaggio con sincera gratitudine.

Il libro si presenta come un tributo all’arte di Fo e al contesto sociale e politico in cui quegli eventi si inserirono. Napoli, con la sua energia contraddittoria e la sua forte identità popolare, fa da palcoscenico perfetto per uno spettacolo che fu insieme arte, militanza e denuncia. Al tempo, la coscienza di classe era un dovere prima ancora che un interesse collettivo, e i canti popolari rappresentavano il tramite più diretto e viscerale per preservare radici in pericolo e sfuggire all’alienazione, figlia del lavoro in fabbrica e della disgregazione sociale.

Marchesano racconta i brani di quegli anni con la raffinata attenzione di uno storico che ripercorre la nascita di una nuova epoca. Alle sue competenze di critico musicale unisce riferimenti puntuali ad affermazioni di etnomusicologi, che ritrovano nel gesto l’origine del suono. Il racconto si arricchisce dei ricordi di amici, colleghi e testimoni diretti, che hanno avuto con lui l’onore di conoscere e confrontarsi con Fo e Rame.

Sono passati vent’anni da quel concerto, cinquant’anni dalla nascita de Le Nacchere Rosse e dall’esplosione della fabbrica Flobert nel Vesuviano. A’ Flobert, brano del gruppo ’E Zezi, citato nel libro ed eseguito anche sul palco del 2005, fu ribattezzato Morti bianche in omaggio al monologo censurato di Franca Rame: un canto che restituisce dignità a una ferita collettiva dimenticata.

Negli ultimi anni della sua vita, Fo non vide progressi nella giustizia sociale — anzi, ne denunciò il regresso — ma questo libro rappresenta un invito chiaro a ricordare, riconoscere e ricominciare.

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