Al teatro Diana di Napoli dal 5 al 16 novembre
Debutta al Teatro Diana di Napoli Scandalo, la nuova commedia scritta e diretta da Ivan Cotroneo, che, dopo il successo di Amanti, torna a indagare le dinamiche relazionali, ma declinandole in una prospettiva completamente diversa dal suo precedente lavoro.
Protagonista della vicenda è Laura, una scrittrice affermata che affronta il lutto per la scomparsa del compagno, Goffredo, celebre romanziere e figura ingombrante nella sua vita privata e professionale. La sua più grande difficoltà è quella di essere stata a lungo percepita come un’artista “all’ombra” dell’imponente carriera letteraria del marito, da cui ha tratto non solo fama riflessa ma anche il benessere economico e sociale in cui vive. La storia si apre nella villa sull’Appia Antica, dove Laura trascorre le giornate in una quiete sospesa, finché un arrivo imprevisto sconvolge il suo equilibrio. Si tratta di Andrea, un giovane operaio poco più che ventenne, chiamato da Goffredo, pochi giorni prima di morire, per catalogare l’immensa libreria di casa. La presenza del ragazzo introduce un’energia nuova e inaspettata: tra i due nasce un rapporto ambiguo, fatto di attrazione, dipendenza e potere, che spinge la protagonista a confrontarsi con i propri limiti e a mettere in discussione le convenzioni sociali e morali che hanno definito la sua vita fino a quel momento.
Così, mentre di Goffredo si parla solo ed emerge l’evidente caratura intellettuale di questo personaggio, Andrea si palesa con la sua apprezzata fisicità e il suo modo di fare, a tratti arrogante ma inevitabilmente seducente, che affascinerà la rigida dimensione quotidiana proprio di Laura.
A tenere insieme i fili del racconto contribuisce in modo decisivo la straordinaria prova attoriale dei protagonisti Anna Valle e Gianmarco Saurino, capaci di restituire con misura e intensità le sfumature emotive di una relazione complessa, sospesa tra attrazione e dipendenza, desiderio e vulnerabilità. Accanto a loro, Orsetta De Rossi, Angelo Tanzi e Matilde Pacella arricchiscono la scena con personaggi che ampliano la prospettiva del racconto, offrendo sfumature di ironia, tensione e quotidianità che rendono la partitura scenica più articolata e viva.
Il risultato è una narrazione corale, che pur ruotando attorno al “rapporto scandaloso” tra il giovane e la scrittrice affermata, si apre a una riflessione più ampia sulle relazioni di potere, sui pregiudizi sociali e sull’impossibilità di incasellare il desiderio entro ruoli prestabiliti.
Le scene di Monica Sironi, i costumi di Alberto Moretti e il disegno luci di Cesare Accetta contribuiscono a costruire una dimensione visiva coerente con la complessità emotiva del testo: un ambiente realistico ma al tempo stesso sospeso, in cui il travolgente rapporto tra l’uomo e la donna si scontra con la concretezza della vita quotidiana.
È qui che affiora la domanda centrale dello spettacolo: quanto amore autentico c’è nel giovane Andrea, di fronte alla ricchezza e alla stabilità che Laura gli offre? E, viceversa, quanto sentimento riesce davvero a provare lei, attratta dalla bellezza e dall’energia di un ragazzo che rappresenta per lei un ritorno alla libertà, ma anche un rischio?
Scandalo si muove su questo delicato e pericoloso equilibrio, un gioco di opportunismo reciproco in cui i due protagonisti si attraggono e si respingono, legati da un desiderio che diventa prigione e rivelazione insieme. La tensione emotiva cresce scena dopo scena, fino a un finale intenso e inatteso, capace di sorprendere e commuovere lo spettatore, lasciandolo con il dubbio – mai del tutto risolto – se a vincere sia stato l’amore, l’ambizione o semplicemente la paura di restare soli.
Scandalo non è soltanto uno spettacolo sui rapporti sentimentali: è anche un’acuta riflessione sulle relazioni umane e sull’incomunicabilità dei sentimenti. Cotroneo firma una provocazione intelligente e sottile, capace di interrogare lo spettatore attraverso un linguaggio scenico limpido e diretto, che esplora le zone più controverse dell’animo umano senza offrire risposte definitive. Il risultato è una pièce elegante e coinvolgente, sorretta da un ritmo narrativo equilibrato e da interpretazioni di grande intensità. Uno spettacolo che diverte, emoziona e fa pensare, meritando a pieno titolo gli applausi del pubblico del Teatro Diana.
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