dal 12 novembre al 9 dicembre al Cinema Metropolitan
Il Cinema Metropolitan, storico multisala napoletano nato nel 1948, ha attraversato una drammatica chiusura nel gennaio 2025 a causa dello sfratto intimato dalla proprietà. L’intervento del sindaco Gaetano Manfredi si è rivelato decisivo: grazie a un vertice istituzionale e al vincolo culturale posto sul cinema, è stato possibile garantirne la sopravvivenza come sala cinematografica. La disponibilità di Circuito Cinema a prenderlo in gestione ha consentito la riapertura il 20 marzo dello stesso anno. Oggi, all’insegna della valorizzazione della memoria cinematografica napoletana, dal 12 novembre al 9 dicembre ospita proiezioni di Pappi Corsicato, uno dei registi più liberi e innovativi del cinema italiano contemporaneo.
Il primo dicembre il regista ha incontrato il pubblico in occasione della proiezione di Il volto di un’altra, film del 2012. Prima e dopo la proiezione la sala ha assistito alla visione di due videoclip musicali diretti dallo stesso regista: Nino D’Angelo con il brano Brava gente del 2006 e gli Almamegretta con Nun te scurdà del 1995.
Il volto di un’altra ha tra i suoi interpreti più noti Laura Chiatti, Alessandro Preziosi, Lino Guanciale, Iaia Forte, Angela Goodwin ed Elisa Di Eusanio. Scritto nel 2008 e portato al cinema nel 2012, è una fotografia fortemente attuale e realistica, seppur raccontata con toni dell’assurdo, sulla smania di apparire. Bella (Laura Chiatti) è una conduttrice televisiva di un programma sulla chirurgia estetica, sposata con René (Alessandro Preziosi), il chirurgo che effettua gli interventi sugli ospiti. Quando viene licenziata perché “la sua faccia ha stancato”, il caso interviene brutalmente: un gabinetto cade dal camioncino di un dipendente (Lino Guanciale) e la colpisce in pieno viso. Quello che sembra il colpo di grazia si rivela invece un’occasione straordinaria di rinascita.
La simbologia del film è ricchissima. Tra gli esempi più esplicativi, le assistenti del chirurgo si pongono dietro un vetro adornato di protesi, ricordando le tre iconiche scimmie che non vedono, non sentono e non parlano, e i ragazzi che lavorano alle tubature del centro estetico, vestiti di verde militare, sembrano un’unità paramilitare in procinto di scatenare una guerra sotterranea. L’effetto si amplifica in una scena successiva dove, in un locale, li ritroviamo a cantare un vecchio brano folcloristico inglese, incarnando pienamente il mito del soldato americano.
Lungo tutto il racconto scorre una tensione latente di esplosioni e implosioni che carica il film di un’energia quasi palpabile, mantenendolo in uno stato di continua instabilità narrativa. Bella si presenta all’inizio piena di sé e ossessionata dall’apparire, durante il corso della narrazione questa sicurezza vacilla progressivamente fino a implodere in un momento di onestà mentre tutto intorno a lei esplode. Il finale deliberatamente dilatato, però, suggerisce che nulla è davvero cambiato: Un secondo incidente e l’immediato interesse di Bella a ricomporsi e riprendere il cammino rivelano che nessuna vera maturazione è avvenuta. La storia non si conclude, ma si perpetua.
La scrittura, curata da Pappi Corsicato insieme a Monica Rametta, rivela una costruzione matematica studiata per generare il riso, creando un’opera ironica e irriverente che gioca con un linguaggio metacinematografico.
Per chi voglia approfondire la visione del cinema di Corsicato, il 9 dicembre dalle 17 alle 21 il Metropolitan propone le ultime proiezioni della rassegna: Jeff Koons – Un ritratto privato, Il seme della discordia e Libera, il film che chiude e ha aperto il ciclo. Ogni opera della retrospettiva è un tassello di un universo creativo complesso e affascinante, dove l’apparenza, l’artificio e la realtà si intrecciano in modi sempre sorprendenti, invitando lo spettatore a riconsiderare il proprio sguardo sul contemporaneo.
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