Dal 3 marzo al 15 marzo al Teatro lo Piccolo Bellini
Quanto può essere imprevisto un incidente e quanto la morte improvvisa di un artista può cambiare la percezione della nostra stessa esistenza? Da queste domande prende forma L’ultima corsa di Fred, spettacolo teatrale dedicato alla figura di Fred Buscaglione e al suo mito, raccontato attraverso lo sguardo di un metronotte che ripercorre la propria vita intrecciandola con quella del cantante.
Lo spettacolo attraversa l’infanzia di Fred Buscaglione e il suo percorso artistico fino al grande successo in tutta Italia, ma non si limita alla dimensione biografica. Diventa piuttosto una riflessione sul significato del successo e sul prezzo che talvolta si paga per ottenerlo. Il metronotte protagonista sviluppa con la figura di Fred Buscaglione un rapporto quasi intimo: il cantante diventa per lui una presenza immaginaria, un alter ego con cui confrontarsi e attraverso cui interrogare i propri dubbi esistenziali. Lo spettacolo alterna con equilibrio ironia e riflessione e il suono dello swing e del jazz diventa il vero filo conduttore della narrazione, trasportando lo spettatore in un mondo sospeso e quasi magico, quello dei club jazz degli anni Sessanta e Settanta. Fred Buscaglione sembra materializzarsi sul palco attraverso piccoli dettagli scenici, come un bicchiere di whisky sul tavolino, un microfono con asta e una luce calda di abat-jour che illumina un cappello bianco. Basta poco perché il pubblico abbia la sensazione che Fred sia davvero presente.
La scenografia, arricchita da specchi che moltiplicano immagini e prospettive, costruisce un ambiente evocativo e suggestivo. Le scene firmate da Luigi Ferrigno dialogano con i costumi di Alessandra Gaudioso, che richiamano l’eleganza e l’immaginario degli anni del jazz italiano. L’eccellente e raffinata regia di Peppe Miale mantiene costante l’attenzione sul racconto e alterna momenti più introspettivi a movimenti scenici dinamici che evocano l’atmosfera dei locali dell’epoca. Lo spettacolo, scritto con sensibilità e intelligenza drammaturgica da Mario Gelardi e Giuseppe Miale di Mauro, è realizzato grazie alla prestigiosa e accurata produzione dell’Ente Teatro Cronaca.
A guidare lo spettatore è l’interpretazione intensa di Massimo De Matteo, che dà corpo e voce al metronotte narratore sospeso tra nostalgia, ironia e malinconia. Accanto a lui la musica diventa presenza viva grazie ai musicisti in scena: Mariano Bellopede al pianoforte, Ciro Riccardi alla tromba e Claudio Marino alla batteria. Le musiche originali di Floriano Bocchino accompagnano e amplificano l’emozione del racconto, trasformando lo spettacolo in un vero viaggio musicale.
L’ultima corsa di Fred è uno spettacolo che parla di musica, di memoria e di identità e che diventa soprattutto una riflessione sulla vita e sulle scelte che la determinano.
Nel ritratto che emerge affiora anche la possibile fragilità dell’artista, forse stanco di incarnare costantemente il personaggio che lo ha reso celebre. Un uomo dalla voce limpida e riconoscibile, ma al tempo stesso inserito in un sistema di aspettative che tende a definire e modellare l’immagine pubblica. Il successo appare allora come una conquista ambigua, capace di offrire riconoscimento ma anche di richiedere una forma di adesione a un ruolo.
La narrazione del metronotte assume toni onirici e la sua figura ricorda quella del postino interpretato da Massimo Troisi nel film Il Postino. In bicicletta attraversa una città grigia e silenziosa nella quale però riesce a trovare una propria dimensione.
Il racconto conduce inevitabilmente al tragico evento che segna la fine del cantante, cioè l’incidente stradale di Fred Buscaglione. Un evento improvviso che non rappresenta soltanto la fine di una vita, ma diventa per il protagonista dello spettacolo un momento di rivelazione. La morte dell’artista, di cui si sente quasi amico, fan e custode, lo spinge a interrogarsi sulle scelte da compiere nella propria esistenza e su come continuare il proprio cammino.
Perché a volte è proprio la nostalgia, quella sottile malinconia che accompagna i ricordi, a darci la forza di continuare a camminare.
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