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Amanti, il debutto teatrale di Ivan Cotroneo

Claudia e Giulio sono rispettivamente una pediatra e un professore di liceo, entrambi sposati, che si incontrano per caso davanti all’ascensore della loro analista. Un incontro fugace, del tutto improvvisato, che scatena un amore senza inibizioni. Il che ha già del paradossale se si pensa che la Dottoressa Gilda Cioffi, psicoterapeuta specializzata in problemi di coppia, rappresenta inconsapevolmente l’elemento di ulteriore complicazione dei rapporti coniugali dei due amanti. Ed è proprio Amanti il titolo della nuova commedia di Ivan Cotroneo, con il suo debutto alla regia teatrale per una produzione Diana Or.I.S., in scena al Teatro Diana di Napoli da mercoledì 1 a domenica 12 febbraio 2023.

In scena, il duo degli amanti è composto da Massimiliano Gallo e Fabrizia Sacchi, mentre nei panni della Dottoressa Cioffi troviamo Orsetta De Rossi e in quella dei due rispettivi coniugi degli amanti clandestini ci sono Eleonora Russo e Diego D’Elia. La scena – a cura di Monica Sironi – si divide tra il letto di un albergo, punto di ritrovo abituale per Claudia e Giulio, e la stanza della psicoterapeuta, in cui i due svolgono sia individualmente che con i loro coniugi terapia di coppia per tentare di sollevare le proprie relazioni. Claudia non riesce ad avere figli con il marito, mentre Giulio ne ha ben tre, a parer suo uno più insopportabile dell’altro. L’incontro davanti all’ascensore della psicoterapeuta segna un momento di mezzo tra il prima e il dopo, tra l’andamento insopportabile delle loro relazioni coniugali e la necessità di una svolta.

L’incontro nella consueta stanza d’albergo diventa un appuntamento fisso, fatto di sesso, carezze, baci e menzogne che i due amanti si divertono a raccontare ai propri coniugi, pur di trascorrere un po’ di tempo in più nella stanza d’albergo. Quello che sembrava essere il vuoto delle loro esistenze si trasforma dunque nel tentativo reciproco di riscoprire il gioco dell’amore, della seduzione, del rischio. Gallo e Sacchi hanno un’ottima complicità scenica, che conferisce ai personaggi che interpretano carattere e determinatezza nella scelta di essere amanti, ma anche insicurezze e perplessità ogni qualvolta essi si trovano a dover fare i conti con la propria relazione extra-coniugale alla Dottoressa Cioffi. Anche quest’ultima, interpretata in modo convincente da Orsetta De Rossi, è una psicoterapeuta sui generis, con metodi di lavoro bizzarri e in fin dei conti esausta di portare avanti il segreto dei due amanti durante le sedute di coppia. Eleonora Russo e Diego D’Elia completano il cast dello spettacolo, attraverso una caratterizzazione dei due personaggi simmetricamente opposta, ma in entrambi i casi funzionale per dare ritmo e credibilità alla pièce.

Amanti è uno spettacolo con una costruzione scenica convincente e un ritmo del racconto che alterna poesia, amore, sesso, maschile e femminile. È un racconto sui momenti fugaci, sul pensiero di ciò che poteva essere e non è stato. In Amanti vi è anche una verve comica, che conferisce leggerezza e ironia all’intera partitura scenica. A tal proposito, Gallo è il trascinatore di battute e aneddoti che divertono lo spettatore, attraverso tempi comici e ritmi nelle battute che vogliono conferire al protagonista Giulio la connotazione di un personaggio introspettivo e infelice, ma anche profondamente autoironico ed empatico.

La regia di Cotroneo è essenziale, lasciando spazio alla caratterizzazione dei personaggi e ai loro caratteri, tanto umanamente comprensibili quanto imprevedibilmente bizzarri e ricchi di sfumature registiche. Bisogna infatti attingere al sottotesto di Amanti, per comprendere le mille sfaccettature dei personaggi che Cotroneo porta sulla scena, delle loro illusioni di felicità e della speranza di godere di sprazzi di vita che, seppur apparentemente trascurabili, conferiscono la motivazione per cercare qualcosa di migliore, per scoprire sé stessi e gli altri quando meno ce lo si aspetta.

Quella di Cotroneo è una commedia brillante, attraverso un taglio narrativo pungente e riflessivo, sul tema dell’amore clandestino. Gli attori in scena confermano il piacere di assistere alla rappresentazione teatrale di questo testo, e il pubblico del Diana attesta il suo gradimento in modo evidente alla fine dello spettacolo.

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