Al Piccolo Bellini dall’1 al 6 aprile
Nel 2019 l’autore Fabrizio Sinisi e il regista Mario Scandale vincono il premio Forever Young con La Gloria, primo capitolo del Progetto Primavere. In La Gloria lo spettatore assiste allo spezzarsi del sogno d’amore di un giovane Adolf Hitler, una serie di delusioni che lo spingeranno a un’insaziabile sete di rivalsa, come la Storia insegna. Incendi è il secondo capitolo, in scena al Piccolo Bellini dall’1 al 6 aprile. La vicenda si svolge negli anni Trenta del Novecento e si apre con l’arrivo a Berlino di Sabine (Zoe Zolferino), una ragazza austriaca trasferitasi per frequentare l’università. Il suo ingresso nella capitale coincide con l’insediamento di Hitler come cancelliere del Reich.
A differenza del primo capitolo, qui si è reticenti nel nominare il Führer. La sua presenza grava sulla Germania come un’ombra mitologica, evocata più che dichiarata, quasi fosse un moderno Mago di Oz: “Lui di persona è piccolissimo”, “va pazzo per i dolci e versa lo zucchero nel vino”, “Non si fa mai vedere alle feste”.
Sabine arriva da sola nella grande città, decisa di spezzare i legami con il passato; nel suo intento le vengono incontro due nuovi amici, Helmut (Andrea Sorrentino) e Ralf (Dario Caccuri), due energici compagni di corso con i quali si gode la vita mondana, “moderna”, e tra belli e vernissage spesso passano la notte in bianco.
Sinisi scrive di una Berlino in cui la notte offre più del giorno, nelle ore di buio chiunque riesce a trovare uno spazio per sé, anche gli emarginati. Tra questi c’è il misterioso proprietario di casa di Sabina, Marius (Alessandro Bay Rossi), il primo ragazzo ad offrirle riparo e amicizia. Attraverso queste sue amicizie, Sabina ha accesso a due narrazioni diverse di Berlino, quasi agli antipodi, e presto dovrà scegliere per quale delle due battersi.
Il regista Mario Scandale opta per una messa in scena minimale, così da far riecheggiare nello spazio la poesia della sceneggiatura. Sebbene il testo di Sinisi sia un’opera di saggistica ineccepibile, più difficile risulta, invece, la sua trasposizione nel linguaggio teatrale. Nonostante la complessità del lavoro, Scandale riesce a restituirle un’onesta versione per il palco, attraverso i cambi di scena a vista, il sapiente uso delle musiche, delle luci (Camilla Piccioni) e delle proiezioni di Leo Merati, in cui si alternano immagini di festa con video di bambini tra macerie e povertà.
Protagonista della storia è una gioventù smarrita e psicotica, sofferente di un male di cui non riesce a spiegarsi l’origine. “Un vuoto che va incontro ad un altro vuoto” così definisce il suo mal di vivere Sabine. Il desiderio di riempire questi vuoti sfocia in ideali e passioni violente ed autodistruttive. Nasce il bisogno di trovare un colpevole del degrado, ci si crea un nemico e il mondo inizia a dividersi in dualismi.
Sinisi utilizza la metafora del ballo per sottolineare questa dinamica: ci sono coloro che ballano, immersi nell’euforia del momento, e chi rimane ai margini, escluso, incapace di partecipare.
Incendi rivela così le tensioni e i fermenti che precedono l’ascesa di una dittatura, l’omologazione del pensiero e gli sconvolgimenti sociali e generazionali che Sinisi, con straordinaria lucidità, mette in parallelo con le inquietudini del presente.
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