Comunicati Stampa

Il Racconto nel cassetto – Conferenza Stampa della XXIII edizione del concorso letterario nazionale di ALI per la Cultura

Al Baldatel Culture Store il 29 ottobre

Quando leggere diventa un’abitudine meno diffusa, occorre tornare a interrogarsi anche su come nascono le storie e sullo spazio che gli concediamo. Il racconto nel cassetto, il concorso letterario ideato da Pietro Valente e promosso dall’associazione ALI per la Cultura, risponde a questa necessità. La sua XXIII edizione mette in luce le tendenze, le contraddizioni e le possibilità di un paese che continua ad avere storie da raccontare.

Il 27 ottobre, al Baldatel Culture Store, nuovo spazio dedicato alla cultura e al coworking nel cuore del Vomero, a Napoli, la presentazione alla stampa ha riunito il presidente dell’associazione Arkin Jusufi, il vicepresidente Salvatore Chianese, il presidente di giuria Pino Imperatore, la direttrice artistica Roberta Frascati e l’attore Nando Paone, con la conduzione della giornalista e conduttrice radiofonica Rai Francesca Silvestre. Il ricordo di Pietro Valente, ideatore del premio, ha attraversato l’incontro, richiamando una visione della cultura come strumento di crescita collettiva e valorizzazione del territorio, già perseguita attraverso la casa editrice Cento Autori, oggi non più attiva. Un’eredità che si traduce in un progetto capace di coinvolgere, nel corso della sua storia, oltre 45.000 aspiranti scrittori che nel corso di questi ventitré anni ha distribuito più di 200.000 euro in premi. Per questa edizione sono arrivate 2.197 opere, tra racconti e fiabe, di cui 1.422 appartenenti alla prima sezione: numeri che restituiscono la portata del lavoro richiesto a una giuria composta, oltre che da Imperatore e Frascati, dagli scrittori Lorenzo Marone, Graziano Gala, Mario Schiavone e Sara Bilotti, dalla giornalista Ida Di Martino, dalla direttrice della Scuola di Cinema di Napoli Roberta Inarta, dal direttore editoriale Emanuele Bosso, dall’antropologa Annalisa Rascato e dal libraio Achille Callipo.

Il montepremi complessivo di 10.000 euro, suddiviso tra le categorie Racconti e Fiabe e racconti per ragazzi, rappresenta un incentivo concreto, ma l’ambizione del concorso è anche quella di contribuire alla vitalità della produzione letteraria italiana, dando spazio a voci che non sempre riescono a trovare una strada verso l’editoria. Se autori come Elena Ferrante e Roberto Saviano hanno dimostrato come storie nate a Napoli possano raggiungere lettori in tutto il mondo, rimangono, come sottolineato durante la conferenza, le difficoltà di un territorio che fatica a offrire agli autori opportunità editoriali altrettanto solide.

Una questione che si intreccia con la necessità di sostenere la lettura, soprattutto in un Mezzogiorno in cui l’abitudine a leggere appare più fragile rispetto al Centro-Nord. Il concorso prova a intervenire proprio su questo rapporto, offrendo un’occasione di partecipazione aperta a tutti a partire dai tredici anni e incoraggiando gli autori a investire nella propria scrittura anche quando non raggiungono il riconoscimento finale.

Come emerso dal confronto moderato da Silvestre, la selezione si fonda su criteri precisi: un incipit capace di catturare l’attenzione, la capacità di sintesi, la forza delle immagini e la cura della lingua, dalla grammatica alla sintassi. L’intelligenza artificiale può accompagnare il lavoro di revisione, ma non sostituire la sensibilità e le scelte di chi scrive. Altrettanto importante è trovare, nella specificità di una vicenda, elementi capaci di parlare a una dimensione universale, senza rinunciare alla sperimentazione: la contaminazione tra generi può rivelarsi stimolante, purché sostenuta da una visione narrativa consapevole.

L’invito della giuria è dunque quello di “osare”, cercare soluzioni originali e non considerare una mancata vittoria come un punto d’arrivo. Le menzioni e le segnalazioni riservate ad alcune opere rispondono alla volontà di incoraggiare gli autori a proseguire il proprio percorso, riconoscendo nella scrittura un esercizio continuo di ricerca e miglioramento. Lo stesso Imperatore ha ricordato la propria esperienza, raccontando come il Premio Massimo Troisi vinto nel 2001 abbia rappresentato una tappa importante del suo percorso. La conferenza ha offerto anche una fotografia degli interessi narrativi dei partecipanti: secondo i dati presentati dall’organizzazione, il 26% dei racconti ricevuti riguarda memoria e autobiografia, seguite da famiglie e relazioni; noir e thriller rappresentano il 6%, mentre horror e gotico il 4%. La selezione della giuria restituisce però un quadro diverso: tra i racconti selezionati, le storie di famiglie e relazioni raggiungono il primo posto, mentre tra le fiabe prevalgono quelle caratterizzate da una componente umoristica e giocosa, a fronte di una maggiore presenza iniziale di temi legati alla natura. Anche il sito del concorso, con oltre 315.000 visite registrate negli ultimi dodici mesi, restituisce una geografia dell’interesse che vede una partecipazione più consistente nel Nord Italia, ma segnala una crescita anche in Campania, Sicilia e Sardegna.

A riportare il discorso alla dimensione personale della lettura è Nando Paone, atteso alla premiazione insieme a Roberta Astuti e Fulvio Sacco. L’attore ricorda il proprio incontro con i libri fin dall’infanzia, quando la scoperta di Le tigri di Mompracem di Emilio Salgari gli offrì uno spazio inatteso di quiete, diventando una prima rivelazione del potere delle storie. Un rapporto con la lettura che si rinnova anche a distanza di anni, come nel caso di Memorie di Adriano, rivalutatoo dopo circa quindici anni e diventato uno dei suoi libri preferiti.Nella possibilità di costruire una regia personale, immaginando volti, ambienti e gesti, Paone e Frascati riconoscono una delle qualità più preziose della lettura: ogni libro si trasforma nell’esperienza di chi lo attraversa, dando vita a immagini che nessun altro lettore potrà ricostruire nello stesso modo.

Il 7 novembre, alle 10.30, l’Archivio Storico della Reggia di Caserta ospiterà la premiazione della XXIII edizione, con l’annuncio dei vincitori delle due sezioni. Al di là dei riconoscimenti, Il racconto nel cassetto continua a interrogarsi sul valore della scrittura come possibilità di incontro e sulla necessità di mantenere aperto uno spazio per le storie, perché una cultura viva non si misura soltanto da quante persone scrivono, ma anche da quante trovano il tempo, il desiderio e l’occasione di leggere.

©️ RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi