Al Teatro Acacia il 22 settembre
Ogni nuova stagione è, per un teatro, un esercizio di memoria e di immaginazione: racconta ciò che si è costruito e, nello stesso tempo, prova ad aprire una strada verso ciò che ancora non c’è. Dentro questa doppia tensione, il Teatro Acacia presenta la stagione 2026/2027, forte di una comunità di spettatori ormai consolidata ma ancora disposto a interrogarsi su come allargarla, attraversando generi, linguaggi e generazioni diverse.
L’Acacia arriva infatti al suo settimo anno di programmazione sotto l’egida del Teatro Diana con un dato che restituisce immediatamente la misura del percorso compiuto: circa 4.000 abbonati nella stagione appena conclusa. Un pubblico ampio e diversificato, costruito attraverso una proposta capace di muoversi tra commedia napoletana, drammaturgia contemporanea, comicità, danza, musica, musical e divulgazione scientifica. La famiglia Mirra, alla guida delle due sale, sembra così perseguire una linea riconoscibile: custodire ciò che il pubblico ha imparato ad amare senza trasformare la fedeltà in immobilità.
A rappresentare la continuità sono tornati sul palco alcuni dei volti che negli anni hanno consolidato il rapporto con la platea dell’Acacia, accanto a nuove proposte. Si parte dal 29 ottobre con Giocatori di Pau Mirò, nell’adattamento e con la regia di Enrico Iannello, per proseguire il 12 novembre con Carlo Buccirosso, protagonista di Qualcosa è andato storto!, scritto, diretto e interpretato dallo stesso attore. Il 26 novembre sarà la volta di Francesco Procopio con Nemici come prima di Gianni Clemente, accanto a Teresa Del Vecchio; durante le festività Amedeo Colella porterà in scena Con decenza parlando, dal 23 dicembre, mentre il nuovo anno si aprirà il 7 gennaio con Vincenzo Comunale e Edizione straordinaria. Prima pagina. Il 21 gennaio tornerà Gino Rivieccio con Solo per voi, seguito il 28 gennaio da Paolo Caiazzo con la nuova commedia Quasi quasi ci ritento. E ancora, l’1 e il 2 maggio, Agostino Pannone e Gennaro Guazzo saranno in scena con La balena più grande del mondo, testo vincitore del Premio Nazionale di Drammaturgia Maricla Boggio. (Al link il programma completo)
Proprio alcuni di questi artisti hanno preso la parola nel corso della presentazione, aprendo per qualche minuto una finestra sui propri spettacoli. Non soltanto una successione di titoli, dunque, ma il tentativo di restituire al pubblico qualcosa del lavoro che precede l’incontro in sala. Paolo Caiazzo, che in Quasi quasi ci ritento affida l’espediente comico al sottile confine tra reale e irreale. Da una parte, il desiderio tanto impossibile quanto profondamente umano di poter tornare indietro nel tempo per modificare il corso della propria storia; dall’altra, la convenzione teatrale, quel luogo in cui l’impossibile può accadere e trasformarsi in materia di racconto. Tra salti temporali, paradossi e situazioni al limite dell’assurdo, il meccanismo scenico diventa così occasione per mettere a nudo alcune delle contraddizioni più ordinarie dell’essere umano, con quella leggerezza che appartiene alla comicità di Caiazzo.
Su un terreno diverso, ma ancora una volta affidato alla comicità come strumento per interrogare il presente, si muove Le Pornoprecarie – Quelle di OnlyFals, in scena dal 15 aprile, scritto e interpretato da Maria Bolignano, che ne condivide la scena con Nunzia Schiano, Susi del Giudice e Alessio Sica. Più che sulla pornografia, la commedia si concentra sull’eros e sul modo in cui il desiderio femminile viene oggi rappresentato, consumato e persino contraffatto attraverso la rete. Il precariato femminile diventa così il punto di partenza per osservare una società nella quale anche l’intimità è entrata nel mercato delle piattaforme digitali: OnlyFans, i social, l’intelligenza artificiale e la continua sovrapposizione tra ciò che appare e ciò che è. Ancora una volta il paradosso, dunque, a generare la risata: dietro la superficie farsesca della vicenda si apre una riflessione sulla solitudine, sulla precarietà e sulla possibilità, anche in età matura, di riappropriarsi della propria femminilità e del diritto di definirla fuori dagli sguardi altrui.
Accanto ai ritorni, la stagione introduce nuove collaborazioni e nuovi linguaggi. Tra questi, l’operetta, che «non ha nulla da invidiare all’opera», come sottolinea Daniela D’Aragona nell’annunciare il debutto all’Acacia, il 17 gennaio, del Gran Galà dell’Operetta della Compagnia Italiana di Operette.
La musica costituisce uno degli altri assi portanti del cartellone. Il 24 ottobre sarà Sergio Caputo ad aprire il percorso musicale con Ne approfitto per fare un po’ di musica; il 17 dicembre Paolo Fresu, insieme a Daniele Di Bonaventura e Leila Shirvani, proporrà Christmas Songs, intrecciando celebri canzoni natalizie americane con la tradizione europea e quella sarda. Il 2 febbraio sarà la volta di Anna Oxa con Voce Sorgente, mentre il 3 febbraio arriverà Luca Barbarossa; seguiranno Veronica Simioli in una fusion tra classici della musica napoletana e l’house music, e Gabriele Esposito con Pe Sempe.
Se la tradizione rappresenta una delle radici del progetto, lo sguardo rivolto ai più giovani ne costituisce forse una delle direzioni più interessanti. La quinta edizione de Il Palcoscenico delle Emozioni – Un viaggio tra Musical e Lezioni Spettacolo rinnova infatti il rapporto con le scuole attraverso un programma che da novembre ad aprile mette insieme fiabe, musical, musica e divulgazione.
In questo percorso si inserisce anche Il Tempo dell’Universo, ideato e raccontato da Pierluigi Paolucci, ricercatore dell’INFN impegnato da oltre venticinque anni nella ricerca al CERN e nella divulgazione scientifica. Il suo lavoro si interroga su uno dei concetti più familiari e insieme più misteriosi dell’esperienza umana: il tempo. Il teatro ha già ospitato le attività di Art&Science Across Italy, progetto promosso da INFN e CERN che mette in relazione arte e scienza coinvolgendo gli studenti delle scuole superiori. Nelle precedenti edizioni, i vincitori hanno ottenuto borse di studio per partecipare a master dedicati all’incontro fra arte e scienza al CERN di Ginevra e ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso.
A completare il mosaico è poi una presenza sempre più evidente del cabaret e della comicità nata sul web. Arianna Craviotto, Le Coliche, Corrado Nuzzo e Maria Di Biase, Simone Schettino e Vincenzo Schettini, insieme ai Ditelo Voi, Jack Alvino e Valentina Aurino e Filippo Bisciglia, un passaggio in cui il teatro accoglie artisti che hanno costruito una relazione quotidiana con il pubblico online e che ora sono chiamati a misurarsi con la dimensione irriducibile della scena dal vivo.
A chiudere la serata, insieme agli artisti e ai protagonisti della nuova stagione, sono state anche i partner che ne hanno accompagnato l’organizzazione. L’azienda Iride ha trasformato la fotografia dell’iride degli ospiti in un piccolo segno personale della serata, inviandone successivamente l’immagine via email; la pizzeria Santucci ha invece curato il buffet. Una collaborazione che ha contribuito a dare alla presentazione la dimensione di un incontro, il riconoscimento di appartenenza ad una comunità teatrale vivace e radicata.
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