Recensioni

La custode della sorella – di Carmine Camardella

Al ZTN il 3 e 4 e il 10 e 11 ottobre

Le nuove drammaturgie guardano sempre più spesso al cinema e all’attualità, ne assorbono linguaggi, riferimenti ed espedienti per restituirli alla scena. La custode della sorella, testo di Luigi Russo con la regia di Carmine Camardella, si muove proprio in questo territorio: quello di una generazione che prova a interrogarsi sul mestiere dell’attore mentre ne sperimenta, sulla propria pelle, le possibilità e le difficoltà.

In scena ci sono ragazzi molto giovani, alle prese con un mondo in cui l’accesso alla professione sembra essersi fatto più ampio e più incerto. L’attore formato in accademia può trovarsi a competere per lo stesso spazio con il volto noto della televisione, con chi arriva dai social o con un personaggio che deve la propria popolarità al porno. Accanto a chi tenta di costruirsi una carriera, lo spettacolo racconta anche le traiettorie interrotte, lo scontrarsi con le proprie ipocrisie e interroga lo spettatore sul confine labile tra espiazione e vendetta.

La custode della sorella procede in due tempi distinti, segnati da un cambio di passo così netto da far quasi sembrare lo spettacolo diviso in due anime opposte. Una prima parte è dominata dal registro comico e da una vivace costruzione di battute e dinamiche relazionali, poi, in un secondo tempo, il tono vira bruscamente verso il drammatico per affrontare di petto piaghe quali violenze, revenge porn e prevaricazioni.

È soprattutto nella seconda parte che diventa evidente l’influenza dei nuovi linguaggi. I riferimenti al film Relatos salvajes di Damián Szifrón e a 13 Reasons Why di Jay Asher prodotto da Selena Gomez per Netflix sono tra i più riconoscibili, d’altronde il provino per il quale presenziano i protagonisti è per “Setflix”, a testimonianza di come muti l’immaginario di una generazione cresciuta tra cinema, televisione e streaming.

Il passaggio alla dimensione drammatica coincide anche con un progressivo approfondimento del lavoro degli interpreti. Arianna Di Flora, Francesco Giudice, Nikita Abagnale, Marica D’Angelo, Caterina Calabrò e Olimpia Borbino sembrano acquistare man mano maggiore sicurezza nel corpo dei propri personaggi, fino a trovare nella parte più intensa dello spettacolo un terreno particolarmente favorevole.

A dare respiro a un testo fortemente parlato intervengono le coreografie di Chiara Barassi. I momenti coreografici permettono così allo spettatore di sedimentare ciò che è appena accaduto.

Pur dovendo ancora trovare la sua forma definitiva, lo spettacolo racchiude una chiara sensibilità generazionale: con il giusto rodaggio, trasformerà l’intenzione di parlare dei giovani nella capacità reale di parlare ai giovani.

La custode della sorella sarà in scena il 10 e l’11 ottobre al Teatro ZTN – Zona Teatro Naviganti.

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